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I canoni della bellezza

I canoni della bellezza


La bellezza è soggetta ad ampi margini di discrezionalità individuale, poiché ognuno di noi fa riferimento a specifici criteri personali nel giudicare ciò che è bello, in base alle proprie esperienze. Tuttavia la bellezza segue alcuni canoni «classici» che hanno dimostrato una buona consistenza interindividuale, con nessi con gli standard della cultura di appartenenza.
Anzi tutto, vi è una stretta connessione fra bellezza e simmetria. Le forme, i lineamenti e i volumi del volto e del corpo in generale devono essere disposti in modo regolare, rispettando precise proporzioni per poter essere valutati come belli.
La simmetria è associata a una buona condizione di salute, compresa la fertilità e la disponibilità di geni «sani». Le irregolarità e le anomalie sono, di solito, attribuite a difetti genetici e a malattie.
Il secondo canone di bellezza è il cosiddetto valore medio del volto o del corpo. Si parte da numerose foto di volti (o di corpi) e se ne produce una media facendo ricorso a tecniche digitali. In genere, il volto medio è giudicato più attraente dei singoli volti di partenza.
Il terzo canone della bellezza è associato al dimorfismo sessuale, che compare nell’adolescenza. Bellezza femminile e bellezza maschile sono determinate da caratteristiche assai diverse.
Tratto da LA SEDUZIONE di Anna Bosetti
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