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Estetica della convergenza


La convergenza è anche un’organizzazione formale dei contenuti: l’apparire è dato dal con-venire delle cose e degli eventi entro i reticoli di coappartenenza, pur mantenendo identità distintiva ed eterogeneità. Potremmo dire che la convergenza è eterogenea e instabile, quindi è processo formale ed ermeneutico senza fine: gli eterogenei convengono in uno spazio, tempo, testo e medium, per poi essere nuovamente dispersi. Ogni oggetto provvisorio così ottenuto è un nodo pieno di senso unito a sua volta ad altri nodi, ricordando lo stile neobarocco definito da Ndalianis e caratterizzato da  tendenza a rompere i limiti (serialità espandibile all’infinito e attraverso altri strumenti, intertestualità, illusionismo dell’immagine), eccesso (tv del’abbondanza) e insieme di nodi (convenire e divenire di nodi).
Tratto da LA TELEVISIONE COME TESTO ESPANSO di Francesca Masciadri
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