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Della criminalità che si manifesta nelle grandi città


In tale contesto, Domat, interrogandosi sulle cause che portano al crimine, si sofferma su quei delitti contro la persona (assassini) e contro il patrimonio (furti) prodotti da situazioni di disagio ed emarginazione sociale.
Egli riflette sul fatto che, tra questi criminali, «la nascita ne colloca parecchi nella povertà, la cattiva educazione li mantiene nell'infingardaggine, e l'abitudine a non far niente conduce a fare il male, che non può più essere arrestato che dalle forze della giustizia che arrivano troppo tardi, e che sono come gli argini per un torrente, il cui corso li travalica».

COME CONCILIARE IL CARATTERE PER NATURA ECCEZIONALE DELL'INTERVENTO PENALE COL DIFFONDERSI DI VERI E PROPRI STILI DI VITA CRIMINALI, DI INTERE ESISTENZE FONDATE SUL CRIMINE E SULL'INFINGARDAGGINE, IN SEGUITO AL DISGREGAMENTO DELLA REALTÀ FEUDALE? ≈ COSTRUZIONE DI SISTEMI DI CONTROLLO SOCIALE CHE VADANO OLTRE LA MERA FUNZIONE INTIMIDATIVA ED ESEMPLARE DELLE PENE D'ANCIEN RÉGIME [SECONDO IL PROF.RE SARZOTTI, DOMAT, NEL TENTATIVO DI LIMITARE LE CAUSE DELLA CRIMINALITÀ CITTADINA , APPRODA AD UNA NOZIONE DI POLITICA CRIMINALE ANTE LITTERAM, IL CUI ESPONENTE DI FORZA È LA CONTROVERSA POLICE, CHE SI FARÀ COMPIUTAMENTE APPARATO E PRATICA ISTITUZIONALE NEL CORSO DEL SETTECENTO.]

In particolare, solamente quando il crimine è frutto del disordine esistenziale degli individui, legato alla loro povertà e cattiva educazione, è possibile intervenire con una politica tesa a garantire il lavoro a tutta la popolazione, a punire coloro che si danno volontariamente all'ozio o che rifiutano il lavoro, a fornire aiuto diretto alle famiglie bisognose, ad ispezionare periodicamente i luoghi sospettati di essere rifugio per i nullafacenti e in cui si ricetta refurtiva, ad operare una scheda tura di tutte quelle persone sconosciute allo Stato nel loro domicilio, provenienza familiare e condizione lavorativa. Sono queste le principali misure di politica criminale che Domat propone in questo luogo, alle quali vanno aggiunte quelle analizzate in altre parti del libro I de “Le Droit Public”, in particolare, l'istituzione degli ospedali generali per i vagabondi e i nullafacenti e il controllo preventivo sulla costituzione delle associazioni private e delle corporazioni professionali.
AI controllo di tali spazi, lo Stato deve dedicare massima attenzione e ingenti risorse economiche, a tal punto da non preoccuparsi di mettere in pericolo il fragile equilibrio finanziario dello Stato fiscale, poiché «quantunque questa politica presentasse la necessità di avere Ufficiali incaricati di vigilarvi, e il ricorso a lavori pubblici, sia attraverso la creazione di Manifatture, o d'altro, ed obbligasse di conseguenza a delle spese considerevoli, ciò non sarebbe un inconveniente; poiché non ci sarebbe proporzione tra l'onere di questa spesa, e i vantaggi che questa politica ben concepita, ben applicata, produrrebbe per molti aspetti, e anche col semplice effetto di diminuire considerevolmente l'infingardaggine, e i vizi che ne conseguono».

RISTRUTTURAZIONE DELLA POLITICA CRIMINALE QUALE CONCAUSA E CONSEGUENZA DELLA RISTRUTTURAZIONE DELLA PROCEDURA PENALE ≈ NUOVI MECCANISMI D’ATTIVAZIONE DELLA MACCHINA GIUDIZIARIA, CHE IMPLICANO UN INSINUARSI DEL POTERE DI GOVERNO NELLA DIALETTICA LOCALE DELL’INFRA-JUSTICE .

Tratto da LA TEORIA CRIMINALISTA DI JEAN DOMAT di Luisa Agliassa
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