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La messa in scena della parola


Nei grandi comizi alle componenti tradizionali ossia il palco, il leader, la bandiera, l’amplificatore e la folla, si aggiungono elementi scenografici e spettacolari come fondali, coreografie, archi, templi.
La politica dunque non si rinnova nei contenuti, ma esteriormente.
De Gasperi in Piazza del Duomo a Milano nel 1948 compare su un piccolo palco spoglio; infatti i palchi dovevano unicamente mettere in mostra l’oratore, mentre i nuovi palchi hanno altri compiti e significati.
Il palco diviene un importante elemento di contestualizzazione e comunicazione e nella preparazione dei comizi si dà più attenzione agli elementi simbolici che possono essere ripresi da televisioni e giornali.
Quindi i principali destinatari di queste “messe in scene” non sono gli elettori, ma i mass media che fungono proprio da tramite tra partito ed elettori e per poter comunicare con tutti bisogna avere una buona copertura mediatica ed entrare nell’agenda della giornata del sistema informativa.
Grazie ai mass media le grandi manifestazioni diventano momenti per entrare in contatto con l’elettorato e comunicare al proprio esterno. 
Il Congresso che il Psi organizza nel 1981 a Palermo mette in scena una nuova stagione socialista e la leadership craxiana.
Sono presenti bandiere socialiste e tricolori, sullo sfondo c’è la gigantografia di Pietro Nenni e sul monte Pellegrino c’è un enorme manifesto con il garofano che di notte è illuminato.
I giornali sono colpiti da questo nuovo “look” del partito e vi dedicano numerosi servizi; presto questa strategia si allarga agli altri partiti interessati ad estendere mediante i mass media la loro comunicazione; questo diviene uno dei tratti della turbopolitica.
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