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Forme di governo parlamentari e presidenziali


I sistemi parlamentari e presidenziali presentano 3 differenze fondamentali:
1. nei sistemi parlamentari il capo di governo e il suo governo sono responsabili di fronte al parlamento nel senso che essi dipendono dalla fiducia delle camere e possono essere rimossi dalle proprie cariche attraverso un voto di sfiducia o censura. In un sistema presidenziale il capo del governo definito ovunque come presidente viene eletto con un periodo stabilito dalla costituzione e non può essere costretto a lasciare il proprio incarico da un voto legislativo di sfiducia.
2. i presidenti sono eletti dal popolo o direttamente o attraverso un collegio presidenziale elettivo mentre i primi ministri vengono selezionati dal parlamento. Il processo di selezione può avere una grande varietà di forme. In Italia e in Belgio i governi nascono da una negoziazione tra i partiti parlamentari riservata in particolar modo ai loro leader ma che richiede anche un voto formale di investitura da parte delle camere
3. i sistemi parlamentari hanno esecutivi collegiali mentre quelli presidenziali si fondano su esecutivi monocratici non collegiali. La posizione del primo ministro può variare dal predominio alla sostanziale uguaglianza con gli altri membri dell’esecutivo ma vi è sempre in questi sistemi un livello relativamente alto di collegialità nei processi decisionali. I membri del governo presideziale sono meri consulenti subordinati al presidente. Le più importanti decisioni vengono prese, nelle democrazie parlamentari dall’intero governo, mentre nei presidenzialismi vengono prese con o senza e talvolta contro il parere dei singoli membri del gabinetto.

Poiché i governi parlamentari e presidenziali sono definibili in termini di questi 3 criteri dicotomici, l’applicazione simultanea di tali criteri determina le 8 possibili combinazioni.
L’unico serio problema di classificazione utilizzando questa tipologia di 8 categorie emerge con i sistemi che hanno sia un presidente eletto dal popolo che un primo ministro parlamentare definiti semipresidenziali. Tra le nostre 36 democrazie ci sono 6 sistemi di questo tipo: Austria, Finlandia, Francia, Islanda Irlanda e Portogallo.
Questi casi possono essere risolti chiedendosi chi è il vero capo del governo, presidente o primo ministro? Il caso Austriaco, Irlandese e Islandese i presidenti sono deboli sebbene eletti direttamente e queste democrazie operano in modo simile ai sistemi parlamentari ordinari. E anche il Portogallo. Il caso francese è più problematico. Sino all’86 il presidente, eletto direttamente dal popolo è stato il capo del governo mentre il primo ministro era in una posizione subordinata. I poteri presidenziali erano basati più sul sostegno di una netta maggioranza parlamentare che non sulle prerogative costituzionali. Poi si è trasformato in un sistema parlamentare. Il presidente della repubblica è diventata l’autorità suprema e può detenere la maggioranza all’assemblea nazionale.
La Finlandia ha un presidente eletto sino a poco tempo fa in modo indiretto attraverso un collegio elettorale con un potere inferiore a quello che solitamente caratterizza il presidente francese e maggiore rispetto agli altri sistemi semipresidenziali. C’è però una forte somiglianza con il sistema francese della fase parlamentare durante il quale il primo ministro è il capo del governo e il potere presidenziale si limita ad un ruolo speciale nell’ambito della politica estera
In Israele invece il primo ministro è eletto direttamente dagli elettori, il parlamento è eletto simultaneamente e mantiene il diritto di sfiduciare il primo ministro che risponde con poteri di scioglimento del parlamento. L’utilizzo di queste facoltà conducono alla nuova elezione simultanea sia dell’esecutivo che del legislativo.
Il nuovo sistema israeliano è simile a questa forma speciale di presidenzialismo (USA) eccetto per il fatto che il presidente è chiamato primo ministro. Il primo ministro: p eletto direttamente dal popolo e non selezionato dal parlamento per un periodo fisso di 4 anni e predomina sul governo in virtù della sua elezione popolare e quindi grazie alla sua legittimazione democratica

Tratto da LE DEMOCRAZIE CONTEMPORANEE di Filippo Amelotti
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