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Caratteristiche della lingua italiana

La lingua italiana, fulcro della chiesa cattolica, patria dell’umanesimo, subisce molto l’influsso del latino. Inoltre la lingua italiana di tipo toscano fiorentino per la sua struttura morfologica e fonologica si presta all’inserimento di parole dotte latine senza troppa difficoltà.
È difficile per questo capire se una parola si è trasmessa dal latino volgare o se invece è un latinismo dotto.
Principale metodo è dato dalla fonetica: se la parola conserva l’aspetto fonetico della parola originaria allora è probabilmente un latinismo.
-    se i tonico è rappresentato da i e non da e, come vizio, disco
-    se e ed o tonico latino in sillaba libera non è dittongato, come mero e modo
-    latinismi fonetici come custodia, genio, augurio, studio, mensile
-    tutte le voci con –ns (pensare, compenso..), i nessi bl, cl, fl, gl, pl
In molti casi l’italiano possiede, oltre che la voce dotta, anche quella prodotta naturalmente (plico-piega, completo-compieta).
Alcune volte si da ad un termine che ormai ha cambiato senso il suo significato originario (così captivo usato ancora dall’Ariosto, e la sua evoluzione cattivo usata però con il senso di prigioniero)
Altre volte è l’aspetto morfologico a rivelare il latinismo, come i termini che riproducono un nominativo latino (imago, carme, germe..) , alcuni comparativi (priore, posteriore, ulteriore…) e superlativi irregolari ( acerrimo, integerrimo…).
A volte è l’evoluzione irregolare del suffisso, così –abile e –ibile (potabile, tangibile…) dovrebbero evolvere in –evole.
Infine c’è il criterio culturale, cioè la loro appartenenza a sfere non popolari.
Altre volte dobbiamo guardare all’accento: il latino lo fa cedere in base alla quantità della penultima, e a questa regola piega anche i termini greci. Es. cathèdra>càtedra> cattedra che quindi è parola dotta (così come cerulo, edile, prefica), non come la voce popolare carèga (seggiola) che ha la stessa radice.
A volte subiscono trasformazioni nel significato, così come lavabo (dal verbo, frase iniziale di salmo) oggi diventato lavamano con l’influsso francese.

Tratto da LE LINGUE ROMANZE: INFLUENZE E PRESTITI di Federica Maltese
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