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Lo studio dei temi letterari

Lo studio dei temi letterari nasce all'interno della cultura positivista e discende anche dall'attenzione che la Germania romantica ha rivolto all'indagine del folclore e delle leggende. Il predominio di estetiche antipositiviste, sostenitrici dell'individualità di ogni opera d'arte (ad es. l'idealismo di Croce) hanno per tempo costretto la tematologia a un ruolo subalterno negli studi letterari.

Negli anni sessanta del '900, quest'area ha mostrato nuova vitalità fino a The Return of Thematic Criticism (1993) dell'americano Sollors. Proveniente dal mondo e dalla cultura, il tema è per Guillèn ciò che lo scrittore modifica, modula e stravolge. Tale definizione, per Segre, integra l'imitazione della realtà (costituendo un analogam del reale) e la costruzione di un mondo possibile.

Secondo Frenzel, il motivo si distingue dal tema in quanto più limitato: il motivo designa un'unità tematica minore, che non abbraccia ancora un'intera trama ma è un elemento o una situazione. Per Trousson il motivo è un concetto che denota un atteggiamento particolare (ad es. la ribellione).

Per il formalismo russo e per Tomasesvskij il motivo è quell'unità tematica che si ritrova in varie opere (il rapimento della fidanzata). I motivi, insieme, formano la struttura tematica dell'opera; se la fabula è costituita dall'insieme dei motivi, l'intreccio è l'insieme degli stessi motivi in successione.

Il concetto di isotopia indica la ripetizione regolata di certe immagini e di certi significati all'interno di un discorso. Essa ha la funzione di assicurare omogeneità e coerenza al discorso. Il compito del critico sarà quello di riconoscere gli elementi di un isotopia e ordinarli. Su un piano macro-strutturale, il tema/isotopia può darsi con la costruzione di parallelismi, come nel caso di Tolstoj: in Tre morti, egli racconta la morte di una signora, di un contadino e di un albero.

I testi più complessi sviluppano l'importanza dei temi tramite sistemi di metafore, cioè trovando una metafora del tema e variandola all'interno di un circuito di immagini corrispondenti. La Laura di Petrarca è richiamata dall'uso di termini foneticamente affini (aura, ora) e da metonimici (il sole), cosÏ che il tema principale, l'amore per lei, sia riaffermato anche parlando di situazioni esterne. La vita dei temi è legata alle circostanze culturali del tempo. Anche i più longevi, i meno legati alle condizioni storiche, mutano. Per Guillèn il campo tematico domina la coscienza del cambiamento.

Tratto da LETTERATURA COMPARATA di Domenico Valenza
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