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Lo scrittore e il viaggiatore

I formalisti russi definiscono il procedimento artistico della scrittura un atto di spaesamento. L'esperienza antropologica del viaggio segue lo stesso percorso: allontanamento dal noto e dal familiare, confronto con l'altro e il diverso e, attraverso questo confronto, conquista dell'identità.

L'interazione fra cercare le cose meravigliose del mondo e metterle per iscritto è reciproca e si manifesta in due direzioni: dal viaggio verso la letteratura, dalla letteratura verso il viaggio. Da un lato il viaggio, in quanto esperienza dell'altro, del diverso può essere conosciuto solo attraverso la sua presentazione letteraria (la familiarizzazione, processo di riduzione dallo sconosciuto al noto).

Per converso, lo scrittore, se vuole trasmettere il vero nuovo, ignoto al lettore, ricorrerà spesso al tema del viaggio, come nei testi che intendono narrare una transizione esistenziale decisiva, un passaggio attraverso pericoli e difficoltà, come il caso esemplare del pellegrinaggio di Dante.

Infine, è l'atto stesso dello scrivere che diviene percorso. La scrittura esalta la propria mobilità, trascina, trasporta il lettore. Diversamente dai pittori, scriveva Foscolo, i poeti voltan foglio; la poesia esprime con la sua stessa struttura il movimento.

Tratto da LETTERATURA E VIAGGIO di Domenico Valenza
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