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La narrativa di consumo e la satira sociale

 La narrativa di consumo e la satira sociale

Sul versante della narrativa di consumo, mentre si espandono i settori del rosa e del giallo, specie con autori stranieri, in Italia alcune opere rappresentano la società italiana in modo comico. E' il caso delle storie scritte, a partire dal 1948, dal giornalista emiliano Giovanni Guareschi e dedicata al parroco Don Camillo e a Peppone, esponente comunista della Bassa Padania.

Le storie, quasi piccoli fatti di cronaca locale, riuscivano a esprimere le contraddizioni ideologiche fra cattolici e comunisti nel dopoguerra. Il successo della serie fu poi decretato dai vari film. A un livello più alto si collocano le storie umoristico-fantastiche di Cesare Zavattini, attivo già negli anni Trenta, ma diventato nel dopoguerra uno dei migliori sceneggiatori del cinema neorealista.

Sul versante della satira di costume si registrano gli scritti di Ennio Flaiano, vissuto quasi sempre a Roma. Giornalista e sceneggiatore cinematografico, Flaiano scrisse racconti e testi satirici, spes-so in forma di aforismi pungenti ("In Italia le uniche cose definitive sono quelle provvisorie"), che ridicolizzavano forme di malcostume e comportamenti tipici del popolo italiano. Scomodo e lontano dagli estremisti di destra e di sinistra, Flaiano è un buon indagatore dell'Italia di quel tempo.

Tratto da LETTERATURA ITALIANA MODERNA E CONTEMPORANEA di Domenico Valenza
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