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Appello incidentale (art. 595 c.p.p.)




L'appello principale è quello proposto dalle parti nei termini previsti dalla legge, che cambiano a seconda di quando viene depositata la sentenza. Tutto ciò che avviene nei termini è principale.
L'appello incidentale è quello susseguente l'appello principale e serve per mettere nei termini chi non ha impugnato; è la possibilità di proporre appello entro un termine nuovo, una volta scaduti i termini per presentare l'appello in via principale. Il termine è di 15 giorni dalla comunicazione o dalla notifica.
L'appello incidentale esisteva già nel codice Rocco, che prevedeva che potesse essere esercitato solo dal p.m. con l'effetto di far cadere il divieto di reformatio in peius. Era quindi uno strumento nelle mani della pubblica accusa per disincentivare l'appello. Questo sistema era incostituzionale.
La sentenza n. 71/1977 elimina l'appello incidentale. In quanto lesivo della parti (artt. 3 e 24 Cost.) e violante l'art. 112 Cost., che è un criterio di coerenza della pubblica accusa.
Di conseguenza ci si aspetta che l'appello incidentale venga estromesso, ma ciò non avviene e il legislatore prevede che anche l'imputato possa presentare appello incidentale (art. 595 c.p.p.).
Se l'appello principale è inammissibile, l'appello incidentale perde d'efficacia, decade, o si rinuncia ad esso.
I difensori sollevano questione di illegittimità costituzionale, ma la giurisprudenza della Corte costituzionale cambia indirizzo e dichiara la disciplina dell'art. 595 c.p.p. conforme alla Costituzione.
Tratto da LINEAMENTI DI PROCEDURA PENALE di Enrica Bianchi
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Dettagli appunto:

  • Autore: Enrica Bianchi
  • Titolo del libro: Lineamenti di procedura penale
  • Autore del libro: Gilberto Lozzi
  • Editore: Giappichelli
  • Anno pubblicazione: 2008

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