Skip to content

Gadamer - Le traduzioni


Accanto all’orizzonte del mondo in cui viviamo, Gadamer pone l’orizzonte linguistico che è un orizzonte al plurale. Qui è data una pluralità di orizzonti che non dovremmo ridurre a causa di un qualche particolare meccanismo unitario. Perciò abbiamo le traduzioni.

D’altra parte, non si può essere così stolti da pretendere traduzioni letterali. Questo vale non solo per il dialogo tra uomini di lingue diverse, ma anche nel caso si debba rileggere il proprio testo in un’altra lingua. Dobbiamo usare e coltivare il tradurre come mezzo ausiliario, ma solo se traducendo siamo consapevoli che il nuovo testo dovrà parlare di nuovo.

Occorre liberare il linguaggio nelle sue possibilità creative e raggiungere una comprensione. Il nostro mondo pluralistico è come la nuova Babele e pone compiti che consistono nel percepire gli spazi liberi che si aprono all’essere-l’uno-con-l’altro, all’essere-in-dialogo. L’opposto è la routine della disputa, quando ad una certa tesi si risponde dicendo che c’è una contraddizione logica.

Con ciò avremo acquisito un concetto migliore di ragione. Essere ragionevoli vuol dire che quando si discute occorre capire nelle sue intenzioni positive quel che l’altro ha voluto dire. Tutta la diplomazia si basa sulla capacità di percepire ciò. Gadamer conclude parlando del concetto di cultura (Bildung): Hegel affermava che cultura vuol dire guardare le cose dal punto di vista di un altro.

Tratto da LINGUAGGIO di Domenico Valenza
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.