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LA NUOVA ERA DELLA POLITICA MONDIALE


Nel mondo post-guerra fredda le bandiere sono importanti, al pari di altri simboli di identità culturale, perché la cultura è importante e l’identità culturale è il valore primario per gli uomini.
La cultura e l’identità culturale sono alla base dei processi di coesione, disintegrazione e conflittualità nel mondo post-guerra fredda.
I.Lo scenario politico mondiale appare multipolare e con un alto numero di civiltà diverse.
II.Gli equilibri di potere tra le varie civiltà stanno mutando: le civiltà asiatiche ed islamiche riaffermano il valore delle proprie culture.
III.Concetto di “civiltà”: i paesi si raccolgono attorno agli stati guida della propria civiltà.
IV.L’Occidente con le sue pretese entra sempre più in conflitto con le altre civiltà (Cina, Islam).
V.Sopravvivenza degli stati dipende da:
- Conferma dell’identità (USA)
- identità culturale occidentale (peculiare ma non universale)

Per evitare le guerre globali bisogna accettare un quadro politico mondiale costituito da più culture e cooperare per la preservazione delle civiltà.

FASI: Distinzione economica politica ideologica:
1. 1500: Sistema multipolare all’interno della civiltà occidentale dove gli stati occidentali erano in perenne lotta gli uni contro gli altri →colonialismo
2. guerra fredda (1960-1970): Sistema bipolare (USA-URSS) si combatteva nei paesi “non allineati” e poveri del terzo mondo.
3. 1990: Distinzione culturale 7-8 maggiori civiltà (Occ, Americ Latina, Africana, Islamica, Sinica (zona Cina), Indù, Ortodossa, Giapponese.)
4. XXI sec: per Kissinger:
Sei potenze (USA, EU, CH, RUS, GIAP, INDIA)
Stati islamici con risorse petrolifere, grazie all’aumento demografico e alla posizione geografica hanno un ruolo influente sul piano internazionale.
                                                 ↓
La pluralità tra superpotenze è stata soppiantata dallo scontro di civiltà
                                                                              ↓
                                                                 Conflitti dovuti a:
                                                                 Conflitti culturali→ Gruppi etnici differenti
soprattutto lungo le linee di faglia tra le diverse civiltà.
I paesi culturalmente affini :
- Cooperano sul piano politico ed economico
- Rendendo stabili le organizzazioni internazionali a cui aderiscono (es.UE.)
Lo scenario politico mondiale è diventato multipolare, caratterizzato da più civiltà, soprattutto quelle NON occidentali stanno ereditando il potere delle civiltà occidentali. I principali nodi da sciogliere nel campo della politica internazionale riguardano le differenze tra le varie civiltà.

Modelli e cartine semplificate sono indispensabili per il pensiero e l’azione dell’uomo. La cartografia è una semplificazione necessaria che ci consente di vedere dove siamo e dove potremmo andare. L’immagine della Guerra Fredda, quale guerra tra superpotenze ha rappresentato un modello di questo tipo: cartografia che rappresenta la situazione internazionale comprensibile a tutti sulla quale si è basata la creazione della strategia del contenimento. Tale modello anche se non riusciva a spiegare certi fenomeni, era il più completo. Abbiamo bisogno di modelli impliciti ed espliciti che ci consentono di:
- Ordinare e creare delle generalizzazioni in base alla realtà che ci circonda.
- Comprendere le relazioni tra i fenomeni
- Preannunziare gli sviluppi futuri
 Comprendere la strada per raggiungere gli obbiettivi.
Si ha bisogno di una cartina che mostri la realtà in forma semplificata nel modo più utile ai nostri fini.

1. Alla fine della guerra fredda si prospettava un solo mondo di armonia, l’illusione è stata dissipata dalla proliferazione di nuovi scontri etnici, intensificarsi del fondamentalismo religioso.
2. Due mondi: noi e loro
Il mondo è sempre stato diviso in Oriente ed Occidente e il secondo è sempre stato considerato migliore. All’epoca della guerra fredda il mondo era diviso da uno spartiacque ideologico, ma non ne esisteva uno culturale. In realtà il mondo è troppo complesso perché lo si possa dividere tra il Nord e il Sud (punto di vista economico) ed Est e Ovest (punto di vista culturale).
3. 184 Stati, più o meno post guerra fredda
Questi stati mirano ai propri interessi in base alla “teoria realista” cioè gli Stati sono gli unici attori sulla scena internazionale, ma poiché vige l’anarchia ognuno cerca di accrescere il proprio potere sull’altro. Valori, cultura ed istituzioni influenzano gli interessi nazionali che non vengono dettati unicamente dal potere. In ogni caso stati con culture ed istituzioni simili evitano di combattersi (es. paesi democratici), al contrario si temono stati di cultura diversa, quale minaccia al mondo libero. Nel mondo post guerra fredda gli stati definiscono i propri interessi in termine di civiltà di appartenenza (si alleano con civiltà simili alle proprie). La sovranità degli stati si reduce sempre di più delegando importanti funzioni ad autorità politiche superiori (es.UE), riguardanti l’economia, giustizia, beni e persone→ modello variegato: complesso e multiforme ordine internazionale, opposto al modello wesfaliano.
4. Caos totale
Una possibile immagine è un mondo dominato dall’anarchia (crollo autorità statale, conflitti tribali, disgregazione degli stati) che è aderente alla realtà, ma che non offre elementi per poter sviluppare le linee d’indirizzo per gli uomini di governo ed inoltre il mondo non può essere totalmente privo di ordine.

Mondi a confronto: questi quattro modelli offrono una diversa combinazione di realismo e norma. Per avviare ai difetti e ai limiti si può dire che il mondo è impegnato in un processo parallelo di frammentazione ed integrazione. Però questo non spiegherebbe quale delle due prevale. Inoltre questi quattro modelli sono incompatibili tra loro. Vedere il mondo in termini di sette o otto civiltà permette di superare molti problemi. Esso offre una cornice semplice per comprendere il mondo, distinguere i molteplici conflitti. Infine è maggiormente compatibile con gli altri modelli rispetto a quanto lo siano gli uni con gli altri.
Tratto da LO SCONTRO DELLE CIVILTÀ di Alice Lavinia Oppizzi
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