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Freud e le intuizioni sul transfert


Si deve a Freud l’intuizione della fondamentale importanza del transfert nella relazione terapeutica.
Il transfert destinato a diventare il più grande ostacolo all’analisi diviene il su miglior alleato se si riesce ogni vola a intuirlo e a tradurne il senso al paziente.
Gli autori più moderni sostengono che il transfert  è il mezzo attraverso il quale il dramma interno dell’individuo viene messo in scena con l’analista , è un’esperienza nuova influenzata dal passato piuttosto che la semplice ripetizione di un’esperienza precedente.
Il realizzarsi di una ripetizione cm Freud sottolinea avviene spontaneamente: il problema è come facciamo a rendere quella spontaneità, assolutamente immaneggiabile, uno strumento in cui il nostro paziente si orienti…quando dicevo noi siamo l’attivatore di una rielaborazione è esattamente la stessa cosa detta in altri termini .
Non una correzione pedagogica , -”basterebbe che facesse così e non cosa!”- ma si tratta di permettergli di leggere qualche cosa della sua ripetizione a partire dalla novità che noi siamo in quel momento,in quel luogo,in quella congiuntura relazionale.
L’elemento a cui il transfert si lega ed è un elemento legato alla contingenza più brutale e nel momento in cui è arrivato lì il nostro utente lo mettiamo al lavoro su questa contingenza:  ecco perché vi abituerete a cogliere la grande rilevanza che hanno i colloqui preliminari, perché si tratta di quel momento in cui creiamo le condizioni perché la contingenza pura del significante qualunque, intorno a cui il transfert si struttura, si trasformi in una decisione di lavoro.
Sapere  il contesto logico strutturale dentro il quale ci muoviamo io credo sia di grande
utilità proprio per permettervi di orientarvi dentro la varietà,dispersione impadroneggiabilità che  in generale caratterizza il nostro lavoro: Tenere in conto di questo elemento vi scarica dall’idea di essere là onnipotente
È noto nell’esperienza e anche nella teoria che quello che è la battuta di inizio di un lavoro è esattamente quello che si trova alla fine ne più ne meno ecco perché non dovete preoccuparvi di sostituire quella contingenza banale con una motivazione più seria perché quella è la motivazione seria.
 .qui entra in gioco esattamente la nozione di fantasma…
Se il nostro paziente viene lì in nome di una struttura cognitiva fondamentale la ritroviamo esattamente alla fine perché non è che l’avremo modificata ma avremo modificato il suo rapporto con quella struttura
per fare un esempio osceno:se viene per gli occhi azzurri all’inizio alla fine dovrà sapere perché gli occhi azzurri per lui erano cruciali e quindi farsene qualcosa (che so decidere di non incontrare più le ragazze con gli occhi azzurri) noi appunto non siamo i pedagogisti delle sue scelte noi siamo lì a fargli cogliere il suo posto nelle scelte che fa.

Il testo  Lis-Venuti parla di motivazione intrinseca: quella seria (vengo perché voglio occuparmi delle mie questioni), poi c’è quella estrinseca che è quella in fondo un po’ frivola che dicevo prima .
Nella pratica si tratta di mettere in gioco un desiderio che non ha scritti grandi principi sulla fronte, tutto si gioca sempre in una relativa leggerezza: quindi non fidatevi mai in altri termini delle grandi dichiarazioni egoiche che vi metterebbero al riparo in fondo dalla contingenza e voi siete ben sostenuti ,ben protetti dalla sua domanda.
In realtà la sua domanda che è qualcosa di assolutamente basico, approssimativo.
=> bene conoscere Lis-Venuti motivazione intrinseca e motivazione estrinseca ma se qualcuno di noi vi chiede all’esame se questa distinzione è davvero così forte magari provate a criticare un pochino!!!

Noi diamo per scontato che c’è verità totale in quello che il paziente dice, la questione per cui si decide del vero e del falso non viene dall’Io ma viene piuttosto dall’inconscio.
Freud 1925, scritto sulla negazione, dice c’è stata interpretazione non se il paziente ci da ragione né se ci da torto (sono equivalenti dal punto di vista del senso della faccenda) MA c’è stata interpretazione se c’è un effetto di sorpresa che è l’indicatore che qualcosa si è modificato: es se la volta dopo ci porta un sogno i cui termini della faccenda sono rielaborati oppure se ci dice:”questo non l’avevo proprio pensato”.

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