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Modelli di cura secondo l'etnopediatria


Distinguiamo un:
MODELLO AD ALTO CONTATTO: o contatto prossimale (H. Stork) tipica delle società tradizionali è caratterizzato da uno stretto rapporto fisico tra mamma e bambino fin dalla nascita che infatti avviene in ambienti domestici e il neonato rimane  a lungo a contatto con il corpo della madre. L’allattamento avviene al seno su richiesta e per periodi molto prolungati; la notte il piccolo dorme con la madre nel lettone o al massimo nelle vicinanze. Durante il giorno partecipa con lei alla vita quotidiana grazie ad un marsupio o viene legato alla schiena della madre che così può svolgere il proprio lavoro. Questo modello prevede una concezione olistica e preventiva ma anche di tipo condiviso: l’impegno della crescita dei figli non grava solo sulle spalle della madre o dei genitori ma è suddiviso dalla rete familiare di supporto e dall’intera comunità; come dice un proverbio senegalese un bambino è come un tetto ci vuole più di una mano per tirarlo su.
MODELLO A BASSO CONTATTO: o contatto distale. Tipico delle società complesse occidentali e industrializzate è caratterizzato da una relazione madre bambino fondata più che sul contatto fisico sullo sguardo e sull’espressione verbale. Il neonato viene separato presto dalla madre la quale si sarà affidata alle strutture sanitarie che dettano ritmi di sonno-veglia, poppata e soprattutto di contatto-separazione con la madre. Vengono solitamente allattati per un tempo relativamente breve e poi alimentati con il biberon. La notte dormono nel loro lettino a volte in stanze separate da quelle dei genitori e se si lamentano perché vorrebbe dormire con i grandi vengono lasciati piangere finché non si calmano da soli. Questo modello è sostenuto da una visione meccanicistica della salute (sintomo conclamato) e da una non condivisione delle cure materne.
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