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Marketing, errore creativo e serendipity


La parola errore viene dal francese antico errer, che significa viaggiare, superare i confini; in questo senso errore e creatività vanno a braccetto. Numerose innovazioni sono infatti nate per sbaglio, errore che però qualcuno ha saputo riconoscere come punto di vista differente da cui poter guardare il problema.
L’errore creativo
Un evento accidentale o un’interpretazione errata possono far cambiare direzione alle nostre idee, fornirci un diverso punto di vista; un errore può essere allora forte di una scoperta, un punto di partenza per andare avanti nella conoscenza. La creatività sta proprio nell’alterare il punto di vista tradizionale, uscire dagli schemi, interpretare i dati in maniera differente, poiché spesso le nuove scoperte sono sotto i nostri occhi, ma abituati a vedere sempre attraverso i soliti schemi non riusciamo a vederle. Il caso ha un ruolo molto importante nel processo di creatività, di scoperta [esempi di Pasteur con il vaccino per il colera, di Golgi con le cellule nervose, o dell’invenzione del post-it]. Le scoperte avvengono proprio perché c’è qualcuno disposto a osservare gli errori creativi, a capirne il potenziale e a vedere nell sbaglio un punto prospettico diverso. Questa attitudine a osservare anomalie ed errori che portano a scoperte creative viene chiamata serendipity: trovare qualcosa di importante mentre si cerca qualcos’altro, arrivare alla soluzione di un problema in modo diverso [come la Coca-cola divenne gassata]. Un errore può anche fare in modo che la nostra intuizione venga recepita dal mondo intero in maniera differente [come la prima campagna di Séguéla].

Tratto da NUOVI ORIZZONTI DELLA PUBBLICITÀ di Mario Turco
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