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Il cinema, mummia del cambiamento


Il cinema appare a questo punto come compimento nel tempo dell’oggettività fotografica così l’imbalsamazione, il congelamento, la fossilizzazione dell’istante vengono superate. Le cose vengono (rap)presentate per la prima volta nell’immagine e nel tempo e l’arte barocca viene liberata dalla propria catalessi convulsiva; il cinema si rivela in questo modo come mummia del cambiamento.
Lo spostamento nell’immagine fotografica delle categorie estetiche dal simbolismo alla riproduzione meccanica si concretizza nella rivelazione del reale. Infatti l’impassibilità dell’obiettivo libera l’immagine dalle scorie della percezione umana regalando al mondo un’inedità verginità. La natura in definitiva fa più che imitare l’arte, imita l’artista.
L’immagine fotografica, impronta del reale, genera come già accennato una realtà aggiuntiva e proprio il concetto di una realtà di secondo grado viene ripresa dal surrealismo, che trova terreno fertile nella progressiva abolizione dei confini tra immaginario e reale.
Tratto da ONTOLOGIA DELL'IMMAGINE FOTOGRAFICA di Nando Dessena
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