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Teurgia, opera della luce divina



Il termine indica l'opera divina, il miracolo. Pratica fissata negli oracoli caldaici. il termine si presta in particolare alla fabbricazione di dei. l'arte ha fortuna con porfirio. Per Palamas come Dionigi pseudoaeropagita la teurgia è l'opera della luce divina (non dell'essenza di Dio).Gli oracoli caldaici furon la bibbia dei neoplatonici e contengono componenti platoniche, neoplatoniche, neopitagoriche, stoiche e orientali. Elementi degli oracoli: ripetizione dei nomi divini e formule, usate per liberare l'anima e congiungersi a Dio. 2 sono le operazioni proprie della teurgia: creare oggetti e immagini e far lo stesso in un uomo. Proclo si univa a un divinità per potenziarsi. Si usava poi pronunciare i nomi magici degli dei. Si parla di una condizione meditativa che prepara l'unione e richiede concentrazione. il nome va pronunciato nel cuore e unifica col divino. l'iniziato viene rivestito di luce che lo eleva al cuore divino. Ciò che viene evocato e la parola evocatrice sono consustanziali. I nomi son rivelati, non convenzionali.  Il nesso numero-parola-potenza divina è sia in pitagora che in Platone. Si riteneva che le varie lettere e fonemi fossero elementi simbolici in relazione col cosmo e con un valore numerico...Il pensiero di Plotino è una mistica. Plotino usa "Dio" per diverse cose, come simbolo per l'inesprimibile. Prassi filosofica: astenersi dal piacere; reprimere l'ira; ricordare continuamente il nome di Dio. L'anima è cattiva finchè mescolata al corpo. Il volgersi dell'anima verso il Bene è la conversione, l'inizio del cammino verso l'unione. Unione = purificazione = contemplazione. Ci si purifica quando l'anima si raccoglie in se stessa. L'Uno senza forma, è al di là dell'essere. Si può solo dire cosa non  è.
Tratto da ORIGINI GRECHE DELL'ESICASMO di Dario Gemini
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