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Linee guida per l’osservazione delle relazioni delle relazioni familiari


Le procedure self report e le interviste, confrontate con i risultati ottenuti con l’osservazione diretta (procedure multimetodo) evidenziano a volte delle discrepanze, motivo per cui si è data un’attenzione nuova alle procedure di osservazione diretta e alla definizione di nuovi sistemi di codifica per le relazioni familiari. L’osservazione diretta permette a) di “dar voce” anche a bambini molto piccoli; b) di rilevare caratteristiche del funzionamento della famiglia come insieme non ricorrendo a un sistema sommatorio delle valutazioni effettuate sui singoli. Tra i metodi di osservazione diretta ci sono le procedure basate su compiti strutturati: la famiglia deve svolgere un determinato compito o in contesto clinico o nel proprio ambiente naturale. Questa permette sia di utilizzare il processo stesso della valutazione come strategia per promuovere un cambiamento nel contesto clinico sia di coinvolgere la famiglia nel processo di valutazione promuovendo la consapevolezza internazionale e minimizzando le resistenze a collaborare con i clinici per difendersi dal giudizio negativo sulla propria funzione genitoriale. Interesse sempre maggiore per l’osservazione diretta dei modelli interattivi (possibilità dell’osservatore esterno di concatenare fra loro sequenze di comportamenti ridondanti, individuare cioè le regole che la famiglia inconsapevolmente rispetta). L’osservazione diretta sembra essere la tecnica ideale per studiare la famiglia come insieme mentre si attivano i modelli interattivi che più la caratterizzano. Studiare la famiglia come insieme significa rispettare la proprietà in base alla quale la somma delle parti non corrisponde al tutto. Le due relazioni genitore-figlio (relazione parentale) sono influenzate dai comportamenti di ciascun genitore, ma anche la relazione dalla qualità della relazione fra i partner adulti (relazione co-parentale). Nell’osservare una famiglia bisogna distinguere tra due concetti:
1. FAMIGLIA COME INSIEME: descrive le caratteristiche della gestalt familiare che sono globali, astratte e di difficile accesso;
2. LIVELLI FAMILIARI: descrive i processi in atto quando la famiglia è insieme come gruppo e sono più specifici, operazionalizzabili e accessibili all’osservazione.
3. PROCESSI DINAMICI-FAMILIARI: includono le interazioni che hanno implicazioni sul funzionamento dei livelli familiari anche quando essi non si verificano in presenza di tutti i membri e sono dunque sovraordinati rispetto alle altre dimensioni osservate.

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