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L’occupazione franco-belga della Ruhr


Nel gennaio del ’23 la Francia e il Belgio, traendo pretesto dalla mancata corresponsione di alcune riparazioni in natura, inviarono truppe nel bacino della Ruhr. Impossibilitato a reagire militarmente, il governo tedesco incoraggiò la resistenza passiva della popolazione: imprenditori e operai della Ruhr abbandonarono le fabbriche rifiutando ogni collaborazione con gli occupanti. Intanto gruppi clandestini, formati per lo più da membri dei disciolti corpi franchi, organizzarono attentati e sabotaggi contro i franco-belgi, che reagirono con fucilazioni e arresti di massa. Per le già dissestate finanze tedesche, l’occupazione della Ruhr rappresentò il definitivo tracollo finanziario: il marco, abbandonato al suo destino, precipitò a livelli impensabili e il suo potere d’acquisto fu praticamente annullato. Nel momento più drammatico della crisi, la classe dirigente trovò però la forza di reagire. Nell’agosto del ’23 si formò un governo di grande coalizione che ordinò la fine della resistenza passiva nella Ruhr e riallacciò i contatti con la Francia.

Tratto da PICCOLO BIGNAMI DI STORIA CONTEMPORANEA di Marco Cappuccini
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