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L'entrata in guerra dell'America di Roosevelt


Nel novembre ’40 Roosevelt si impegnò in una politica di aperto sostegno economico alla Gran Bretagna, questa politica fu suggellata ufficialmente con la così detta “Carta Atlantica”: un documento in 8 punti in cui i due statisti ribadivano la condanna dei regimi fascisti e fissavano le linee di un nuovo ordine democratico da costituire a guerra finita. Il coinvolgimento degli USA nella guerra anti-fascista sembrava inevitabile. A trascinare gli USA nel conflitto fu l’aggressione improvvisa subita a Pearl Arbor da parte dei giapponesi, legati a Germani ed Italia da un patto di alleanza detto: “Patto Tripartito”. Quando nel ’41 i giapponesi invasero l’Indocina francese, USA e Gran Bretagna reagirono decretando il blocco delle esportazioni verso il Giappone. Il governo giapponese scelse allora la strada della guerra. Il 7 dicembre ’41 l’aviazione giapponese attaccò senza dichiarazione di guerra la flotta degli USA ancorata a Pearl Arbor ancorata nel Pacifico (Hawaii). Profittando della superiorità navale nel Pacifico i giapponesi raggiunsero i loro obiettivi: nel maggio ’42 controllavano le Filippine, la Malesia e la Birmania britanniche, l’Indonesia olandese ed erano in grado di minacciare l’Australia e la stessa India, costringendo la Gran Bretagna a togliere forze preziose dal Medio Oriente. Pochi giorni dopo l’attacco a Pearl Arbor anche Germania e Italia dichiaravano guerra agli USA. Il conflitto diventava a questo punto veramente mondiale.

Tratto da PICCOLO BIGNAMI DI STORIA CONTEMPORANEA di Marco Cappuccini
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