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L'offensiva tedesca alla Russia di Stalin


Dall’estate ’41 un altro vastissimo fronte si aprì in Europa orientale, la Gran Bretagna non fu più sola a combattere. Stalin si illuse che Hitler non avrebbe mai aggredito la Russia prima di aver chiuso la partita con la Gran Bretagna, così quando il 22 giugno ’41 l’offensiva tedesca si mosse, i russi furono colti impreparati. In due settimane le armate del Reich penetrarono nel territorio sovietico per centinaia di chilometri, ma l’attacco decisivo verso Mosca fu sferrato troppo tardi e bloccato a poche decine di chilometri dalla capitale per il sopraggiungere del mal tempo, favorendo la disperata resistenza dei russi. In dicembre i sovietici lanciavano la loro prima controffensiva allontanando la minaccia da Mosca. Hitler era così costretto a tenere il grosso del suo esercito immobilizzato nelle pianure rosse, alle prese con un terribile inverno e con una resistenza sempre più accanita. La guerra si trasformava così in una guerra d’usura in cui l’elemento decisivo era costituito dalla capacità di compensare rapidamente il logorio degli uomini e dei materiali. In una guerra del genere la Germania era destinata a perdere il suo vantaggio iniziale dovuto alla superiorità tecnica e strategica. Tanto più nel momento in cui la massima potenza industriale del mondo si schierava al fianco di gran Bretagna e URSS.
Tratto da PICCOLO BIGNAMI DI STORIA CONTEMPORANEA di Marco Cappuccini
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