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La rivolta di Vienna - 1848 -

La rivolta di Vienna - 1848 -


Il moto rivoluzionario iniziato a Parigi alla fine di febbraio si propagò nel giro di poche settimane a gran parte dell’Europa. Il primo importante episodio insurrezionale ebbe luogo a Vienna, il 13 marzo. L’occasione della rivolta fu data da una grande manifestazione di studenti e lavoratori duramente repressa dall’esercito. Le notizie dell’insurrezione di Bienna fecero precipitare la situazione nelle giù irrequiete province dell’Impero asburgico e nella vicina Confederazione germanica. Nella primavera del ’48 il grande impero plurinazionale sembrava sull’orlo del collasso. In maggio l’imperatore dovette abbandonare la capitale e promettere la convocazione di un Parlamento dell’Impero (Reichstag) eletto a suffragio universale. In Ungheria le promesse del governo imperiale di concedere ai magiari una propia costituzione e un proprio parlamento non bastarono a fermare l’agitazione autonomistica. Sotto la spinta dell’ala democratico-radicale, che faceva capo a Lajos Kossuth, i patrioti ungheresi profittarono della crisi in cui versava il potere centrale per creare un governo nazionale e per agire in totale autonomia da Vienna. Fu eletto un niovo parlamento a suffragio universale; in luglio, infine, Kossuth cominciò a organizzare un esercito nazionale, primo passo verso la piena indipendenza. Anche a Praga, in aprile, venne formato un governo provvisorio e proprio a praga, ai primi di giugno, si riunì un congresso cui parteciparono delegati di tutti i territori slavi soggetti alla corona asburgica. Ma il 12 giugno, pochi giorni dopo l’apertura del congresso, la capitale boema fu assediata e bombardata. Il congresso slavo fu disperso e il governo ceco sciolto d’autorità. La sottomissione di Praga segnò l’inizio della riscossa per il traballante potere imperiale. Mentre il Reichstag, riunitosi per la prima volta in luglio, era paralizzato dai contrasti fra le diverse nazionalità, il governo centrale riprendeva gradualmente il controllo della situazione. In agosto, sotto la protezione dell’esercito, infatti, l’imperatore rientrava a Vienna. La rivoluzione nell’Impero asburgico veniva così stroncata nella sua punta più avanzata. Poche settimane dopo, l’imperatore Ferdinando I abdicava in favore del nipote, il diciottenne Francesco Giueppe. Nel marzo 1849 il nuovo imperatore sciolse d’autorità il Reichstag e promulgò una costituzione “moderata”, che prevedeva un Parlamento eletto a suffragio ristretto e dotato di poteri molto limitati e ribadiva al tempo stesso la struttura centralistica dell’Impero. Un corso per molti aspetti simile ebbero gli avvenimenti in Germania. Le grandi manifestazioni popolari iniziate a Berlino il 18 marzo 1848 costrinsero il re Federico Guglielmo IV di Prussia a concedere la libertà di stampa e a convocare un Parlamento prussiano (Landtag). Ne era scaturita, quasi spontaneamente, la richiesta di un’Assemblea costituente dove fossero rappresentati tutti gli Stati tedeschi, Austria compresa. Ben presto fu chiaro però che la Costituente di Francoforte non aveva i poteri necessari per imporre la propria autorità ai sovrani e ai governi degli Stati tedeschi e per avviare un processo di unificazione nazionale. Ai primi di dicembre Federico Guglielmo sciolse il Parlamento prussiano ed emanò una costuituzione assai poco liberale. Frattanto, i lavori dell’Assemblea di Francoforte erano quasi completamente assorbiti dalle dispute sulla questione nazionale e dalla contrappossizione fra “grandi tedeschi” e “piccoli tedesci, i primi fautori di una unione di tutti gli Stati germanici attorno all’Austria imperiale; i secondi sostenitori di uno Stato nazionale più compatto, da costruirsi sul nucleo principale del Regno di Prussia. Prevalse, dopo lunghe discussioni, la tesi “piccolo tedesca”, ma quando una delegazione dell’Assemblea si recò a Berlino per offrire al re di Prussia la corona imperiale, questi la rifiutò in quanto gli veniva offerta da un’assemblea popolare, nata da un moto rivoluzionario. Il gran rifiuto di Federico Guglielmo segnò la fine della Costituente di Francoforte: L’Assembea fu sciolta il 18 giugno 1849.

Tratto da PICCOLO BIGNAMI DI STORIA CONTEMPORANEA di Marco Cappuccini
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