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Teoria dell’integrazione delle caratteristiche di Treisman


Teoria dell’integrazione delle caratteristiche di Treisman: riguarda il modo in cui avviene l’elaborazione dell’info nei processi bottom-up:
  1. Comparsa  dello stimolo;
  2. Fase 1, in cui si ha la rilevazione delle caratteristiche di base, che vengono elaborate in parallelo;
  3. Fase 2, in cui si ha l’integrazione di queste caratteristiche in modo seriale;
  4. Percezione conscia dello stimolo.
Questa teoria utilizza il paradigma della ricerca visiva, che è un paradigma sperimentale ma anche un compito della nostra vita quotidiana. Tra le variabili da cui dipende la prestazione, sono fondamentali la “set size”, cioè la grandezza del campione, e la discriminabilità dell’obiettivo rispetto ai distrattori.

Riconoscimento di oggetti:
• Teoria del confronto di sagome: un oggetto visto in precedenza può essere conservato in memoria sottoforma di sagoma, cioè una rappresentazione mentale che può essere poi confrontata con l’immagine visiva di un altro oggetto. Questa teoria non è valida, perché bisognerebbe aver memorizzato un numero molto elevato di sagome per poter identificare tutte le possibili varianti di uno stimolo;
• Teoria del riconoscimento di oggetti in base alle loro componenti: formulata da Biederman, secondo cui il cervello decompone gli oggetti nelle loro singole parti: la memoria contiene una sorta di inventario di varie parti di oggetti, definite come un “alfabeto di elementi geometrici”, detti geoni. I geoni fondamentali sono 36 e combinandoli tra loro possono produrre un elevato numero di oggetti: ogni geone è caratterizzato da proprietà non accidentali, cioè i bordi, l’asse e i lati.

Per distinguere invece due stimoli simili, sono necessarie capacità specifiche, che dipendono dall’apprendimento di qualità distintive attraverso cui è possibile differenziare un oggetto da un altro.
Riconoscimento di facce: è una propensione innata alla comprensione dell’organizzazione strutturale dei volti, che dipende dalla nostra esperienza.

Tratto da PSICOBIOLOGIA di Giulia Bonaccorsi
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