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Teoria della detenzione del segnale


Teoria della detenzione del segnale: l’attività di un sistema sensoriale può cambiare sia a causa di variazioni all’interno del sistema stesso, che per gli effetti di stimoli esterni.
Ad esempio, nel sistema uditivo, l’effetto prodotto da uno stimolo può variare a causa del rumore di fondo, dato sia dall’attività nervosa del sistema che da eventi esterni: nei casi in cui lo stimolo è a bassa intensità, la curva del segnale e del rumore si sovrappongono.

Per poter dire se uno stimolo è stato presentato o meno, il soggetto deve distinguere lo stimolo dal rumore: per fare ciò, deve prendere un criterio di decisione, basato sia sulla situazione che sulla psicologia del soggetto stesso.

Così si spiegano anche le possibili “false partenze” nei velocisti: se un soggetto pone il suo criterio verso la decisione di non percepire tutti gli stimoli, c’è il rischio che si perda degli stimoli realmente presentati; se invece pone il suo criterio verso la decisione di percepire qualsiasi stimolo, terrà conto anche di parte della curva del rumore, aumentando quindi il rischio di “falsi allarmi”.

Legge di Weber: la soglia differenziale fratto l’intensità dello stimolo è uguale a 1/5, che è una costante.

Tratto da PSICOBIOLOGIA di Giulia Bonaccorsi
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