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I contesti dell’educazione della salute


Sono numerosi i setting per l’educazione della salute: ambulatorio del medico (i vantaggi sono il fatto di vedere con una certa regolarità persone che altrimenti sarebbero difficili da raggiungere come neonati ed anziani, inoltre il medico risulta una fonte molto credibile), i servizi nelle aziende sanitarie, scuole, luoghi di lavoro. I diversi tipi di setting possono essere distinti sia rispetto al tipo di influenza che può essere raggiungibile, sia rispetto alle caratteristiche intrinseche che possono facilitare la realizzazione di interventi, oppure limitarne la fattibilità, la portata, l’efficacia e la persistenza dei cambiamenti ottenuti.
La scuola
È un contesto privilegiato per la realizzazione di interventi educativi, presenta diversi vantaggi:
Consente di raggiungere virtualmente tutta la popolazione.
L’utenza è composta da persone giovani che stanno iniziando ad adottare i propri stili di vita.
È l’unica insieme alle ASL ad avere attribuiti per legge compiti di educazione alla salute.
Sono varie le strategie che si possono usare: lezioni formali di insegnanti ed esperti, educazione socio-affettiva, a metodi più attivi come il lavoro di gruppo, il roleplaying o la peer education.
Peer education: educazione tra pari, metodologia che risale agli anni ’20, si rifà a diversi modelli teorici, e questo è uno dei suoi punti più deboli. Il metodo utilizza e potenzia l’apprendimento tra pari in gruppo con il supporto di adulti competenti; ai gruppi che ne fanno richiesta viene domandato di scegliere i due membri che sono più adatti a ricoprire il ruolo di leader.
Il metodo sfrutta questa naturale tendenza ad avere influenza sugli altri e la organizza in funzione dell’obiettivo educativo attraverso una attività di formazione condotta da adulti esperti.
Il ruolo dell’adulto si configura come facilitatore dei processi educativi, favorendo l’emergere delle risorse del gruppo. Questo metodo permette di capire le credenze ingenue delle persone.
La realizzazione di un intervento di peer educationa implica un processo di formazione che coinvolge varie figure.
La prima fase prevede la scelta di formatori, che saranno adolescenti che ricoprono il ruolo di leader nelle loro classi, che prenderanno parte ad una formazione di varia durata.
Durante questa fase si formano forti relazioni tra i membri del gruppo.
Nella seconda fase i formatori dovranno organizzare interventi diretti ai loro coetanei.
Il coinvolgimento dei giovani come educatori può sortire effetti positivi ma anche negativi (alcuni possono essere costretti ad uscire dal gruppo originario senza esservi più accettati, alcuni possono essere identificati con tale ruolo anche al di fuori del contesto).
Un problema che riguarda gli interventi scolastici è che spesso non si tiene conto delle disuguaglianze strutturali fra gruppi diversi di adolescenti, delle differenze culturali.

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