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Teoria dell'attaccamento rispetto al gioco simbolico



Si osserva che il gioco simbolico compare prima di ciò che diceva Piaget, circa a 12 mesi. Inoltre non è un gioco solitario, ma compare nelle interazione con il caregiver, e solo dopo diventa un gioco a cui il bambino può giocare anche da solpùo. La teoria dell'attaccamento ha mostrato anche che questo gioco è più presente nei bambini con attaccamento sicuro.
Le prime forme di gioco simbolico sembrano essere giochi che riproducono situazioni familiari e di accudimento (ad esempio apparecchiare ecc).
Nella prima comparsa del gioco simbolico è molto importante il ruolo del caregiver, cioè la mamma che propone il gioco. Inoltre il gioco simbolico è più complesso se sostenuto da un adulto fino a 36 mesi. Quindi la teoria dell'attaccamento enfatizza la matrice interattiva del gioco simbolico.

In sintesi:
- il gioco simbolico (mettendo insieme le varie teorie che abbiamo esplorato) esprime le varie competenze del bambino: sociali, cognitive, metacomunicative e metacognitive (cioè consapevolezza dell'aspetto finzionale del gioco), narrative (il bambino può metter in scena anche un gioco molto complesso) ed emotive
- Il gioco e la sua complessità sono indicatori di un buon sviluppo socio-cognitivo-emotivo del bambino.
- È importate trovare a livello pedagogico delle situazioni che incoraggino il gioco simbolico
- Aspetti congetturali nel gioco simbolico: nel gioco si rappresentano anche cose che non esistono e che il bambino vuole che esistano
- Processi trasformazionali, al servizio dell'espressione di emozioni primarie (come rabbia, interesse
- Simbolizzazione di vicende affettive

Tratto da PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO SOCIO-AFFETTIVO di Mariasole Genovesi
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