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LIVELLI DI SPIEGAZIONE DEI COMPORTAMENTI PROSOCIALI


La probabilità di attuazione di comportamenti altruistici, invece, può essere governata anche da fattori relativi alla situazione e non soltanto da fattori individuali come la tendenza personale all’aiuto o alla violenza. Secondo Piliavin e Charng [1990] la personalità altruistica sarebbe associata ad una costellazione di altri tratti di personalità quali la stima di sé, alta competenza morale, tendenza ad attribuire le cause degli eventi di cui l’individuo è protagonista a fattori interni, basso bisogno di approvazione esterna e forte senso di responsabilità sociale.
Qui ruolo importante lo ha l’empatia, che fa riferimento ad una attivazione emotiva fatta di compassione, tenerezza, simpatia da parte di una persona che osservi un’altra in difficoltà. Se nell’osservare una persona che ha bisogno di aiuto, ci mettiamo nei suoi panni, proviamo uno stato emotivo simile al suo; ed è questa capacità a rendere possibile un intervento di aiuto. Batson [1989] nel suo modello dell’empatia-altruismo sostiene che la preoccupazione per le sofferenze altrui è una motivazione sufficiente per spiegare comportamenti pro sociali che non rispondono a ferree regole di bilancio costi-benefici su base individuale.
Come già detto la convivenza civile rende inoltre necessari il riconoscimento e l’adesione ad alcune norme sociali che possono prescrivere aiuto e solidarietà. In tema di relazioni interpersonali si possono considerare quella della reciprocità, dove le persone restituiscono l’aiuto a chi lo ha offerto loro o potrà farlo in futuro; la responsabilità sociale, norma grazie alla quale ci sentiamo in obbligo di agire in favore di chi dipende da noi o norme che prescrivono a non intervenire come la norma che protegge la privacy familiare.

Secondo Moscovici [1994] esistono tre forme di altruismo:

1) l’altruismo partecipativo, comportamenti che favoriscono la vita collettiva dei membri di una stessa comunità. Gli individui sacrificano il loro tempo, l’energia e le risorse di cui dispongono a favore di coloro che condividono un’appartenenza sociale significativa (es. volontariato).

2) L’altruismo fiduciario consiste nel sacrificio finalizzato a stabilire un legame di fiducia e confidenza con l’altro, il quale dovrà legittimare tale legame con la riconoscenza (es. relazioni di vicinato).

3) l’altruismo normativo che si rifà all’aiuto alle persone in difficoltà (es. istituzioni sociali = pensione sociale o cassa integrazione).
Tratto da PSICOLOGIA SOCIALE di Carla Callioni
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