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Individuare mediatori, essere mediatori


Il lavoro educativo richiede dunque agli educatori la competenza di creare mediazioni e individuare mediatori, di saperli maneggiare trasformare cambiare in modo tale che nelle diverse situazioni possano essere efficaci.
Non può esistere un come fare in astratto o in generale. In un certo senso, queste considerazioni vanno a rafforzare l’idea, diffusa della pedagogia come sapere debole e del lavoro educativo come costitutivamente incerto; ed è innegabile che incertezza vi sia.
Tuttavia, sul piano metodologico, possiamo cominciare a far emergere delle certezze possiamo pensare per esempio che in ogni caso il lavoro educativo debba porsi la questione di come mediare, e quindi di cosa scegliere come mediatore in una determinata situazione.
Pensare che gli stessi educatori siano mediatori implica considerare la loro presenza come qualcosa che dà luogo a una relazione educativa che al contempo e mediata e produce mediazione nei confronti dell’esperienza che si andrà a vivere.
Contemporaneamente, il lavoro educativo sembra richiedere anche capacità e strategie di improvvisazione: nel pro- cesso educativo, come educatori, occorre esserci, giocare la propria parte.
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