Skip to content

Utente e rimediazione. Il sè ipermediato e interconnesso


Molti studiosi contemporanei hanno notato che tendiamo a vedere noi stessi all’interno dei media di cui possiamo disporre e attraverso di essi quando guardiamo i film assumiamo il punto di vista mobile della telecamera.
Noi impieghiamo i media come veicoli per definire l’identità personale e culturale. Nel momento in cui questi media sono simultaneamente diventati sia corrispettivi tecnologici che espressioni sociali della nostra identità, noi diventiamo sia soggetto che oggetto dei media contemporanei.
I nuovi media offrono nuove possibilità di definizione del sé.
Ogni volta che la nostra identità viene mediata essa viene anche rimediata, dal momento che tendiamo a interpretare un singolo medium sempre in relazione agli atri media del passato e del presente.
Due versioni dell’identità mediata contemporanea:
Il sé ipermediato
Il sé interconnesso
Il sé ipermediato è un network di affiliazioni che sono in costante movimento. Il se’ interconnesso è costantemente impegnato a creare e distruggere collegamenti dichiarando fedeltà e interesse per poi voltare le spalle e rinunciare a essi. Può avere una doppia vita. Entrambe le definizioni presuppongono il raggiungimento dell’autenticità del sé attraverso l’uso dei media digitali che possono essere a loro volta sia trasparenti che ipermediati.
Il sé materiale comprende il corpo, i vestiti, la famiglia e la casa. Il sé sociale è descritto come il riconoscimento che un uomo ottiene dai suoi pari. Il sé spirituale è definito come la parte più stabile e intima del sé, ciò che sembra più vicino alla nostra entità.
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo riassunto in versione integrale.