Skip to content

I filoni tematici della distopia e le sue variazioni

Le distopie hanno sviluppato soprattutto due filoni tematici, totalitario e catastrofico. Il passaggio dal primo al secondo gruppo si ha con l'avvento del credo liberista quando i governi reazionari diventano anti-statalisti (l'epoca di Reagan e della Thatcher). Possiamo distinguere in entrambi i rami due sottospecie: le distopie totalitarie possono presentare un potere esibito o nascosto; le distopie catastrofiche si biforcano in fantasie dall'esito finale e in scenari di imbarbarimento.

Vi sono comunque altri livelli di interrogazioni per i testi distopici. Ci si chiede anzitutto quando un'utopia sia rigorosa: in tal senso i contributi recenti degli Stati Uniti privilegiano una forma mista di utopia e distopia, chiamata distopia critica. La distopia può anche essere rivolta all'indietro, a rimpiangere il passato (o un recupero della vita naturale) e assumere una valenza conservatrice. In proposito, Muzzioli parla anche di distopia ambigua e distopia allegorica.

Un altro utile confronto è quello tra la distopia seria, basta sull'opposizione a un sistema deleterio e la distopia umoristica, che legge la fine del genere umano in chiave antiantropocentrica, come liberazione del cosmo dal suo inquilino più invadente e distruttivo.


Tratto da "SCRITTURE DELLA CATASTROFE" DI MUZZIOLI di Domenico Valenza
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo riassunto in versione integrale.