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GENERE E SESSUALITÀ


Il sesso è la distinzione biologica tra femmine e maschi, è una caratteristica fisica. Si determina al concepimento ma alcune persone sono intersessuate, cioè sono nate con un’anatomia sessuale e riproduttiva mista.
Il genere designa le aspettative culturali socialmente costruite che si associno alle donne e agli uomini. La biologia ci rende maschi o femmine, la cultura ci insegna ad essere uomini o donne. Le distinzioni tra sesso e genere non sono sempre così nette.
L’ identità di genere è la percezione di se stessi, l’identificazione di una persona in una donna, un uomo o in una combinazione dei due. Quasi tutti i maschi imparano a identificarsi come uomini e quasi tutte le femmine imparano ad identificarsi come donne. L’identità di genere è prevalentemente  appresa perché la biologia non determina l’identità di genere.
L’ espressività di genere è la comunicazione dell’identità di genere di una persona agli altri, tramite il comportamento, abbigliamento, acconciatura e altri mezzi. Poiché il genere non coincide con il sesso, l’identità e l’espressione di genere non coincidono con il dato biologico. La differenziazione tra genere e sesso è fondamentale per l’idea di identità transgender. Le persone transgender sono individui che si identificano con un genere diverso da quello associato al loro sesso. La condizione di transgender non è necessariamente collegata all’orientamento sessuale e non coincide nemmeno con il travestimento. Alcuni transgender diventano transessuali, cioè persone che si sottopongono a interventi di ricostruzione degli organi sessuali per modificare il proprio aspetto fisico.
Il sessismo è l’ideologia per cui un sesso sarebbe superiore ad un altro.

I sociologi definiscono i ruoli come l’insieme delle aspettative associate alle diverse posizioni sociali. Il ruolo di genere è un insieme di aspettative sociali relative ai comportamenti e agli atteggiamenti che si basano sul sesso di una persona. I ruoli di genere contribuiscono a formare la nostra identità influenzando una vasta gamma di caratteristiche:
• Aspetto: quale aspetto si deve avere per essere maschio/femmina, prendendo in considerazione abbigliamento, acconciatura, gioielli, trucco, …
• Attività: quali attività sono proprie di un uomo o di una donna
• Comportamenti ed amozioni: quali sono i comportamenti che deve adottare un uomo piuttosto che una donna e quali sono le emozioni proprie di una donna o di un uomo
• Aspirazioni: quali sono le aspirazioni e i sogni di un uomo e quali di una donna

Il genere viene creato costantemente e alterato, attraverso il processo di “costruzione dell’identità di genere”, ovvero la produzione del genere tramite le interazioni che prendono forma in determinati abiti sociali.
Tre fasi attraverso cui si sviluppa l’identità di genere:
• Imitazione: i bambini prendono i genitori come modello di comportamento, non sempre dello stesso sesso. La studiosa Chadorow afferma che i primi anni di vita sono fondamentali per l’assunzione del ruolo di genere. Nella relazione madre-figlia si crea una tensione specifica che è in grado di perpetuare le differenze di genere. Le figlie imitano  le madri e si identificano in loro acquisendo la propensione ad avere figli. Nei primi mesi di vita maschi e femmine si identificano nella figura materna e poi questo prosegue nelle femmine
• Rinforzo: si attribuiscono premi o punizioni verso comportamenti allineati o non alle aspettative di genere. Anche i genitori che allevano i figli hanno idee e preconcetti su ciò che dovrebbe essere maschile o femminile. I bambini sono trattati in modo stereotipato dalla famiglia, dalla scuola e dal gruppo di pari
• Autosocializzazione: processo che avviene attraverso l’interazione verbale. Il bambino è un attore che interpreta ruoli e vede la reazione degli altri, in base alla quale avviene il processo di costruzione di genere

La stratificazione di genere è la distribuzione sistematica e ineguale del potere e delle risorse tra uomini e donne all’interno della società. Il patriarcato è un sistema sociale dominato dagli uomini. In una società patriarcale gli uomini occupano quasi tutte le posizioni di potere politico ed economico e beneficiano di aspettative culturali che limitano il ruolo e l’influenza delle donne. Al contrario il matriarcato è il sistema sociale dominato dalle donne.

Teorie sulla disuguaglianza di genere:
1. Teoria della differenza naturale= le disuguaglianze ci sono perché ci sono delle differenze fisiche tra machi e femmine
2. Approccio funzionalista= la stratificazione di genere è funzionale all’ordine sociale, alla  donna devono essere attribuiti ruoli espressivi (attività di cura/domestiche per prendersi cura della casa e della famiglia), agli uomini attività strumentali (attività lavorative per portare a casa i soldi)

La violenza domestica può essere definita come un comportamento violento che viene usato da una persona per acquisire o mantenere il potere e il controllo sul proprio partner. Questo tipo di abuso può includere componenti fisiche, sessuali, psicologiche, emotive ed economiche. Esso include qualunque comportamento che intimida, manipola, umilia, isola, spaventa, terrorizza, costringe, minaccia, colpevolizza, danneggia, lesiona o ferisce qualcuno. Lo stupro si sovrappone alla violenza domestica perché alcune forme della prima comportano l’aggressione sessuale.
Le molestie sessuali sono proposte sessuali on gradite, richieste di favori sessuali e altre molestie fisiche o verbali di natura sessuale.

La parola sessualità esprime l’insieme dei desideri, dei comportamenti e dell’identità sessuale di una persona. Le cultura hanno sempre delle norme e delle aspettative sulla sessualità, ad esempio tutte  le culture hanno una qualche forma di tabù dell’incesto, cioè una norma che vieta le relazioni sessuali di determinati parenti. La sessualità è un prodotto sia della natura sia della cultura: essa ha una base biologica ma varia da una cultura all’altra, è un altro aspetto della nostra vita che viene costruito socialmente.

La teoria queer afferma che, durante la vita di una persona, le identità sessuali sono socialmente costruite, quindi si evolvono e possono essere modificate.

L’ identità sessuale (o orientamento sessuale) è la concezione del nostro Sé in relazione al tipo di attrazione sessuale che proviamo per gli altri. Nella nostra società, la popolazione può essere ripartita in quattro gruppi principali per quanto riguarda l’orientamento sessuale:
• Eterosessuali: attratti dalle persone dell’altro sesso
• Omosessuali: attratti dalle persone dello stesso sesso
• Bisessuali: attratti da persone di entrambi i sessi
• Asessuali: non sono attratti sessualmente da nessuno

Metamorfosi dell’identità sessuale nel corso della storia:
1. Primo cambiamento: affrancamento della sessualità dalla riproduzione, dalla seconda metà del Novecento si può fare sesso non sono per procreare ma anche per piacere grazie all0invenzione dei contraccettivi, separazione dell’atto sessuale dalla riproduzione
2. Secondo cambiamento: secolarizzazione dei valori che facevano riferimento a dottrine religiose, aumento del rispetto per le scelte di orientamento sessuale
3. Terzo cambiamento: differenziazione tra sessualità e affettività, sempre più spesso ci sono relazioni sessuali senza affettività, capitalismo dei sentimenti con i siti d’incontri
4. Quarto cambiamento: declino degli stereotipi sociali
5. Quinto cambiamento: crisi di senso della situazione maschi-femmine ad esempio non ci sono più distinzioni nel lavoro e l’esercito oggi è aperto anche alle donne
6. Sesto cambiamento: pluralizzazione delle identità sessuali, altre alle 4 distinzioni precedentemente citate nascono pansessuali, queer, transgender, …

L’ eterosessismo è l’insieme di atteggiamenti e comportamenti che sottintendono l’assunto secondo il quale tutti sarebbero etero sessuali. Gli eterosessisti non provano necessariamente sentimenti negativi nei confronti degli LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e trans), si limitano a ignorarne l’esistenza.
L’ omofobia è un misto di disapprovazione e di paura nei confronti degli LGBT ed è spesso fonte di ostilità e discriminazione.
Il femminismo è la filosofia che promuove l’eguaglianza sociale, politica ed economica tra uomini e donne. L’attivismo sociale ha sensibilizzato sempre di più l’opinione pubblica sui problemi degli LGBT.

Tratto da SOCIOLOGIA GENERALE di Emma Lampa
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