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L’INTERAZIONE, I GRUPPI, LE ORGANIZZAZIONI


Riprendendo il teorema di Thomas (“se gli uomini definiscono reali certe situazioni esse saranno reali nelle loro conseguenze”) si può capire che l’interpretazione della realtà è soggettiva ma ha degli effetti oggettivi.
Il teorema di Thomas ci aiuta a capire anche il funzionamento degli stereotipi che definiscono gli individui come esempi tipici di gruppi di persone.
Gli stereotipi sono generalizzazioni esagerate, distorte o non vere su categorie di persone senza tener conto della specificità di ogni individuo.
Spesso gli stereotipi sono negativi e perpetuano immagini ingiustamente negative delle persone.

“La società è un prodotto dell’uomo. La società è una realtà oggettiva. L’uomo è un prodotto sociale.” Questa è un’affermazione di Berger e Luckmann per riassumere il processo attraverso il quale le persone costruiscono la realtà.

Ci sono 3 passi per costruire la realtà sociale:
1. Esternalizzazione: le persone creano la società attraverso una continua attività fisica e mentale. Questo complesso procedimento contribuisce ad assicurare un ambiente stabile entro il quale poter vivere
2. Oggettivazione: attraverso questo processo le disposizioni sociali arrivano a sembrare oggettivamente reali, la società appare separata dalla creazione umana ma neutrale e al di fuori del controllo delle persone
3. Interiorizzazione: è il complesso procedimento attraverso il quale apprendiamo la cultura della nostra società e determiniamo la nostra visione del mondo. Nel corso di questo processo, gli esser umani giungono a farsi influenzare dalle proprie creazioni diventando prodotti sociali

La vita sociale può essere interpretata attraverso l’approccio drammaturgico di Goffam, è un approccio allo studio delle interazioni sociali che utilizza la metafora della via come teatro. Goffman prende alcuni elementi tipici di una rappresentazione teatrale per descrivere meglio la natura dell’interazione sociale:
• Aspettative di ruolo: in una commedia è soprattutto l’autore a determinare il ruolo dell’attore mentre nella vita reale sono le aspettative culturali a determinare il comportamento di un individuo e quindi il contenuto del proprio ruolo sociale. Gli attori usano il costume, gli accessori, un linguaggio, le emozioni per rendere convincente la propria performance e deve interpretare un ruolo con questi elementi, lo stesso vale per i ruoli sociali poiché gli individui devono ricoprire attivamente un ruolo.
• Gestione delle impressioni: un ruolo viene interpretato alla presenza di un pubblico e quando siamo in un contesto pubblico e sociale cerchiamo di controllare l’immagine che gli altri hanno di noi attraverso la nostra interpretazione
• Palcoscenico e retroscena: sono due situazioni distinte tipiche del teatro che l’attore deve conoscere poiché nel palcoscenico gli attori recitano la parte e interpretano un ruolo mentre nel retroscena non interpretano nessun ruolo e non seguono nessun copione. Secondo Goffman anche gli individui cambiano il loro comportamento in base al contesto e al luogo in cui si trovano, infatti quando sono in una situazione sociale pubblica hanno un comportamento da palcoscenico recitando un ruolo e quando sono in un contesto privato è come se si trovassero nel retroscena senza bisogno di interpretare ruoli e recitare

Le reti sociali sono l’insieme dei legami sociali che collega le persone le une con le altre. Oggi anche i social network possono essere definiti reti sociali.
Le reti sono di dimensioni molto differenti e variano per la forza dei loro legami, per  le caratteristiche di chi ne fa parte, per la distanza fisica tra i membri e per il tipo di interazione che c’è tra loro. Il contatto sociale avviene in percentuale maggiore tra persone simili che tra persone diverse. Alcune reti sono formate da amici, familiari o da altre persone con cui si ha un legame intimo e forte, altre reti invece sono formate da persone che hanno un legame reciproco relativamente debole come ad esempio colleghi di lavoro, vicini e conoscenti per cui qui il legame sarà più debole.

Il gruppo sociale è un insieme di persone che interagiscono abitualmente le une con le altre e che sono consapevoli del loro status di gruppo, i membri di un gruppo condividono interessi, valori, norme e aspettative comuni.
Le caratteristiche di un gruppo sociale sono:
• Interazione strutturata da modelli di comportamento (modelli specifici che definiscono i comportamenti e le dinamiche di un gruppo)
• Senso di appartenenza (unisce i membri, viene espresso attraverso dei simboli, è un elemento collante)
• Identità di gruppo (si manifesta agli altri permettendogli di riconoscere un determinato gruppo)

Un gruppo sociale ha delle funzioni
• Funzione strumentale per svolgere un lavoro che non possiamo fare da soli
• Funzione espressiva per soddisfare bisogni di stima/accettazione
• Funzione di supporto per dare sollievo a sentimenti negativi

I sociologi classificano i gruppi in funzione della loro natura:
• Gruppo formale: ha scopi/obbiettivi specifici, modelli di comportamento basati su regolamenti e statuti come ad esempio partiti politici e gruppi di lavoro
• Gruppo informale: non ha scopi specifici, no ha modelli di comportamento regolati, si creano spontaneamente come ad esempio un gruppo di amici
• Gruppo di riferimento: è il gruppo con cui scegliamo di misurarci, può essere una famiglia, una cerchia di amici, una comunità di culto, …
• Gruppo primario: gruppo costituito da persone che hanno contatti regolari, relazioni durevoli e un significativo legame emotivo le une con le altre, ci sono legami personali stretti, ruoli non specificati o specializzati, obbiettivi indifferenziati, il numero di membri è ristretto, un esempio una famiglia o un gruppo di amici stretti
• Gruppo secondario: gruppo costituito da persone che interagiscono in modo relativamente impersonale in genere per eseguire un compito specifico, ci sono scarsi vincoli emotivi, i membri lavorano per raggiugere obbiettivi specifici, i ruoli sono specializzati, i legami sono impersonali e le persone sono considerate per la funzione che svolgono e non per la loro personalità
• In-group: gruppo sociale con il quale una persona si identifica e verso il quale ha sensazioni positive, i suoi membri hanno un senso collettivo del “noi”
• Out-group: gruppo sociale verso il quale una persona prova sensazioni negative i cui membri sono considerati inferiori, c’è un senso di esclusione e si crea una distanza con “loro”
• Diade: gruppo formato da 2 persone
• Triade: gruppo formato da 3 persone

Nei gruppi sociali si creano delle dinamiche:
1. Pressione al conformismo: le persone tendono ad uniformarsi ad una certa opinione sostenuta dal gruppo di appartenenza cambiando opinione per uniformarsi al pensiero comune condiviso dagli altri.

In questa dinamica ci sono 2 tipi di influenza:
• Influenza normativa: il conformismo è dovuto al desiderio di ottenere accettazione
• Influenza informativa: il conformismo è come uno strumento per ottenere informazioni, si verifica quando ci sono situazioni incerte e le persone devono prendere una decisione

2. Rifiuto di gruppo: la conseguenza è l’esclusione
3. Distribuzione dei ruoli di leadership:
• Leadership strumentale= figura di colui che prende decisioni
• Leadership espressivo= figura di colui che è sempre positivo e garantisce benessere al gruppo

Ci sono varie motivazioni per cui ci si riunisce in un gruppo:
- Per svolgere funzioni strumentali= per svolgere un lavoro che non si potrebbe svolgere da soli
- Per svolgere funzioni espressive= soddisfare bisogni di stima/accettazione
- Per svolgere funzioni di supporto= per dare sollievo a sentimenti negativi, quando si ha paura si cerca conforto negli altri e il gruppo serve

Le organizzazioni sono un gruppo secondario che ha una struttura formale ed è costituito per svolgere compiti particolari quindi ha una funzione strumentale. Le organizzazioni variano per dimensioni, configurazione, obbiettivi, struttura, cultura. Le organizzazioni operano in un ambiente più vasto che comprende altre organizzazioni. Nel complesso, l’ambiente organizzativo è costituito da fattori che esistono al di fuori dell’organizzazione ma che ne influenzano l’operato.
L’ambiente organizzativo comprende: il contesto giuridico nel quale le organizzazioni operano e la tecnologia.
L’organizzazione scientifica del lavoro è un processo di dequalificazione dei lavoratori generici e di ottimizzazione dell’efficienza del luogo di lavoro mediante uno studio calcolato dei singoli processi lavorativi. Taylor fu il maggio fautore di questo modello organizzativo e il suo approccio viene spesso definito  “taylorismo”. La classica applicazione di questo approccio è la catena di montaggio, applicando i principi di Taylor il lavoro viene suddiviso in compiti individuali, ciascuno dei quali era eseguito da un operaio diverso che veniva istruito a svolgere solo quel compito noioso e ripetitivo.
Tutte le organizzazioni hanno un gradi di burocratizzazione.

Una burocrazia è un sistema gerarchico amministrativo che ha regole e procedure formali, usato per gestire organizzazioni. Tutte le burocrazie hanno alcune caratteristiche fondamentali:
- Divisione del lavoro: a causa delle dimensioni grandi, le burocrazie richiedono specializzazione, infatti le persone svolgono compiti rigidamente definiti
- Gerarchia di autorità e responsabilità: le burocrazie hanno una struttura piramidale. Il potere è concentrato al vertice della gerarchia, quindi l’autorità è frammentata e il principale compito dei manager consiste nel far rispettare le regole e nel controllare gli altri dipendenti
- Impersonalità: il potere risiede i un ufficio, non nella persona che occupa una determinata posizione. Le persone possono essere promosse, licenziate o mandate in pensione ma la struttura della burocrazia resta.
- Regole scritte e archivi: i compiti e i dovere di una burocrazia sono fissati in regole scritte e procedure formali. I formulari per comunicare le informazioni e registrare i dati aiutano a garantire una coerenza interna
Quando la burocratizzazione diviene eccessiva può essere controproducente e frustrare i dipendenti. Le burocrazie possono essere inefficienti anche quando sono state create per coordinare e far funzionare le attività senza intoppi perché i realtà gli sforzi per massimizzare l’efficienza sembrano avere l’effetto contrario.

Il sociologo Michels coniò il termine legge ferrea dell’ oligarchia per descrivere ciò che considerava l’ultimo e inevitabile consolidamento del potere al vertice delle organizzazioni burocratiche.
L’ oligarchia è il potere nelle mani di pochi potenti.
Tratto da SOCIOLOGIA GENERALE di Emma Lampa
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