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LA DEVIANZA


La devianza è un comportamento non conforme alle norme e alle aspettative culturali di base.

Secondo Durkheim è necessario andare oltre i singoli comportamenti, concentrandosi sul loro rapporto con norme sociali. Durkheim affermava che il crimine (e più in generale il comportamento deviante) poteva essere definito soltanto in relazione alle norme sociali che esso viola. Un’azione criminale è un atto che offende le norme sociali di base, che contribuiscono alla coscienza collettiva. Ovvero norme e credenze e valori condivisi i una comunità la devianza varia nel corso del tempo e da una cultura all’altra.

Un comportamento viene definito deviante quando è pubblicamente qualificato come tale da colore che hanno il potere di consolidare tale etichetta.
Quest’idea è il fulcro della teoria dell’etichettamento (labeling theory), secondo la quale la devianza è il risultato di come altri interpretano un comportamento, e gli individui etichettati come devianti spesso interiorizzano questo giudizio come parte della propria identità. Il sociologo Erickson spiega che la devianza non è una caratteristica innata di un qualunque tipo di comportamento, è una proprietà assegnata a un comportamento delle persone che vengono a contatto diretto  o indiretto con esso, perché lo considerano tanto pericoloso o da richiedere articolari sanzioni. In poche parole il comportamento è deviante solo se viene etichettato come tale.

Chi viene etichettato come deviante deve affrontare lo stigma sociale, o la vergogna, associato a quell’etichetta.
Lo stigma sociale si riferisce alla vergogna associata a un comportamento o a uno status considerati socialmente inaccettabili o screditanti e può essere motivo di disuguaglianza.
Etichettare una persona come deviante potrebbe farla cadere nella cosiddetta devianza secondaria, ovvero un comportamento deviante adottato in risposta alle conseguenze negative dell’etichettamento.
In altre parole l’etichettamento crea una sorta di profezia che si auto adempie.

Durkheim fece rilevare che il comportamento deviante è una caratteristica di tutte le società e affermò che la devianza può avere un ruolo funzionale, cioè può avere un ruolo sociale positivo e rafforzare le strutture sociale.

Ciò avviene in tre modi:
1. La devianza aiuta a definire i confini del gruppo: il comportamento deviante aiuta a chiarire i limiti di un comportamento accettabile all’interno di una determinata società. È la devianza a ricordarci continuamente come vivere nei limiti del “normale” e a mostrarci le conseguenze dell’uscirne. Nelle organizzazioni formali, regole scritte definiscono chiaramente quale tipo di comportamento è tollerato e quale no.
2. La devianza aiuta a creare solidarietà sociale: la devianza aiuta a formare una solidarietà di gruppo unendo tra loro le persone nel contrastare/disapprovare un nemico comune.
La devianza è fonte di innovazione: la devianza è una fonte di creazione e innovazione nella vita sociale

Spiegare la devianza:
• Come malattia o patologia= gli individui che hanno un comportamento deviante sono malati e soffrono di un disturbo psicologico o biologico. Il processo di designazione di un comportamento deviante come malattia che può essere curata da medici specializzati viene definito medicalizzazione della devianza.
Con la medicalizzazione è cambiato anche il tipo di soluzione offerta al problema, trattare il comportamento deviante come malattia o un disturbo può cambiare lo stigma sociale associato ad esso (è più probabile che le persone con una devianza medicalizzata siano oggetto di pietà che di disprezzo e vengono protette dall’ostilità.
Esistono 5 stadi chiave nella medicalizzazione della devianza:
1-primo stadio: un comportamento o un’attività vengono definiti devianti
2-secondo stadio: viene scoperta una conoscenza medica di questo comportamento deviate
3-terzo stadio: interessi organizzati (ricercatori, medici, organizzazioni di assistenza sanitaria) incitano alla  definizione medica del comportamento deviante
4-quarto stadio: chi avanza rivendicazioni mediche si appella  a funzionari governativi per legittimare la definizione medica della devianza
5-quinto stadio: le definizione medica della devianza viene istituzionalizzata come parte del sistema di classificazione medico e legale
A volte la medicalizzazione può essere fermata mediante un processo definito demedicalizzazione

• Come scelta razionale= la devianza deriva da un processo decisionale razionale, le persone sono inclini a comportamenti devianti nei casi in cui la devianza ha ricompense significative a fronte di costi limitati.
Le persone calcolano strategicamente come comportarsi ma alla base dei loro calcoli vi è sempre la struttura di incentivi e pene per la devianza.

• Come risultato delle interazioni sociali= le persone impegnate in un comportamento deviante non sono riuscite ad interiorizzare le norme sociali e quindi non sono adeguatamente regolate nella struttura morale della società.
Secondo la teoria dell’associazione differenziale, la devianza è appresa attraverso l’interazione con le altre persone coinvolte nel comportamento deviante, le persone si socializzano in una subcultura deviante, cioè un gruppo che pretende da tutti i propri membri l’impegno a sostenere specifiche credenze o comportamenti non conformisti. Non sempre la devianza collegata ad una subcultura, in alcuni casi la devianza è individuale

• Causata dalla disuguaglianza nella struttura sociale= Merton presentò la teoria della tensione che sostiene che coloro che non hanno i mezzi per raggiungere obbiettivi culturalmente definiti sentono tensione e pressione e sono portati a seguire strade devianti nella loro ricerca del successo. Quando tutte  e opportunità convenzionali sono bloccate le persone escogitano diversi sistemi:
-innovazione: quando non si ha accesso a mezzi legittimi ma si accettano gli obbiettivi con un valore culturale
-ritualismo: quando non si ha accesso a mezzi legittimi ma non si accettano gli obiettivi con un valore culturale
-rinuncia: quando non si ha accesso a mezzi legittimi e non si accettano gli obiettivi con un valore culturale finendo nell’isolamento sociale e nell’abbandono
-ribellione: quando si creano nuovi obbiettivi  adottando nuovi mezzi per raggiungerli

L’ ultraconformismo è un’eccessiva aderenza alle aspettative culturali, riceve una risposta positiva costituendo la cosiddetta devianza positiva.
La normalizzazione è lo spostamento delle norme culturali grazie al quale un comportamento in precedenza considerato deviante viene accettato come convenzionale (esempio la chirurgia estetica).

Il potere è un fattore cruciale per coloro che la società ha considerato come devianti.
Il potere è significativo per quattro motivi fondamentali:
1. Il potere è legato alle nostre concezioni di base circa ciò che è normale e ciò che è deviante. Alcuni gruppi della società hanno il potere di definire le norme, creare le regole e decidere che determinati comportamenti o attributi debbano essere considerati devianti, altri non hanno questo potere e di conseguenza le loro interpretazioni hanno scarsa importanza. La definizione di ciò che è normale e ciò che è deviante dipende spesso dal potere.
2. Il potere determina se e come le autorità fanno rispettare le norme e puniscono la devianza. I principali attori del controllo sociale (genitori, insegnanti, leader religiosi, polizia, giudici hanno l’autorità necessaria a imporre la conformità e grazie al loro potere possono punire chi infrange le regole.
3. L’accesso al potere consente ad alcuni gruppi privilegiati di attuare forme ben precise di comportamento deviante come ad esempio i crimini dei colletti bianchi, ovvero i crimini commessi da persone di elevato  status sociale nell’ambito del loro lavoro.
4. Il potere permette a qualcuno di evitare l’etichetta di deviante o la punizione che ne deriva. Le persone che detengono il potere possono evitare le responsabilità per un comportamento deviante sia a livello individuale sia a livello di organizzazione.

Tutti siamo soggetti al controllo sociale, ovvero agli incentivi e alle punizioni che promuovono la conformità nel abita sociale.

L’ autocontrollo ci conferisce una sorta di stabilità nella vita sociale ed è necessario sia perché la società funzioni tranquillamente sia per una soddisfazione personale.
Foucault descrisse la società contemporanea come un luogo nel quale i giudici della normalità sono onnipresenti. In questa prospettiva siamo costantemente sotto sorveglianza, ovvero sotto il monitoraggio da parte delle autorità, che vigilano sui limiti di ciò che è normale. Osserviamo persino noi stessi attraverso l’autosorveglianza aiuta a spiegare la complessità del controllo sociale. Tutti noi siamo rinchiusi nella prigione delle norme sociali e giudichiamo noi stessi e gli altri in base agli standard di normalità.

Il processo di socializzazione implica una varietà di attori del controllo sociale, ovvero le autorità e le istituzioni sociali che fanno rispettare norme e regole, tentano di prevenire le violazioni e identificano e puniscono i trasgressori. La famiglia, la  scuola e la religione fungono da attori primari del controllo sociale. In ciascuno di questi ambienti chi esercita l’autorità articola e consolida le norme culturali, imponendo punizioni per la violazione delle regole. La teoria del controllo istituzionale suggerisce che il nostro comportamento è regolato dalla forza del nostro attaccamento alle grandi istituzioni sociali.

Tratto da SOCIOLOGIA GENERALE di Emma Lampa
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