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Due scuole buddiste


Nascono nel periodo Heian due famose scuole buddhiste: la Tendai del monaco Saicho e la Shingon, introdotta da Kukai.

La scuola Tendai nata nel IX secolo si basava sulla convinzione che tutti gli uomini potessero raggiungere l'illuminazione anche attraverso altri culti, ritenuti manifestazioni del Buddha.

La Shingon era una scuola esoterica che però presentava un aspetto popolare e ricorreva a pratiche mistiche. Essa vedeva l'universo come una manifestazione del Buddha Dainichi e proponeva una meditazione basata sulla ripetizione di parole sacre accompagnate da specifiche posizioni del corpo e delle mani. Queste scuole furono costruite all'esterno di Heian, secondo la volontà del governo di tenere lontana l'interferenza del Buddhismo, ma ben presto templi privati furono costruiti anche all'interno della capitale.

Il buddhismo assunse una dimensione completamente popolare solo dopo la fine del periodo Heian, ma già nel X secolo si diffuse ampiamente grazie a particolari dottrine come quella della Terra Pura, Jodo, introdotta dai monaci Kuya e Genshin, che metteva in evidenza l'esistenza di un inferno e un paradiso dove raggiungere la salvezza. La dottrina riteneva che si stesse avvicinando l'ultimo periodo di degenerazione e decadenza, dunque fece subito presa poiché prometteva la salvezza e la possibilità di entrare nel paradiso della Terra Pura, tramite la pratica del nunbatsu ovvero la ripetizione sincera del nome di Amida. La popolarità che il Buddhismo raggiunse fu dovuta anche alla capacità di sincretismo dei giapponesi che riuscivano a legare il Buddhismo ai culti precedenti, facendo dei kami shintoisti manifestazioni di Buddha.

Il Buddhismo fu anche un canale di sviluppo per l'arte e in particolare per l'architettura vennero infatti costruiti numerosi templi, anche allontanandosi dai modelli cinesi. La vera innovazione però la si ebbe con la pittura e l'introduzione dello stile yamatoe, differente dalla pittura cinese karae, utilizzato per dipingere paraventi e gli emakimono, rotoli su cui venivano rappresentati famosi racconti o scene di vita locali.

Tuttavia, non bisogna dimenticare che tale espressioni artistiche riguardavano solo la corte Heian, che costituiva solo 1% della popolazione, diverso era la vita delle provincie popolate da contadini e lontane dai lussi e le raffinatezze della capitale.

Tratto da STORIA DEL GIAPPONE di Veronica Vismara
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