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Cultura e comunicazione orale

Storia dell’alfabeto


La storia inizia con l’avvento dell’alfabeto, ma è nella preistoria che vanno ricercate le sue radici, in quei sistemi di comunicazione interpersonale preesistenti alle convenzioni grafiche.
Non essendoci documenti scritti la preistoria è analizzata in base ad altre testimonianze come le rocce, i tratti delle razze, i graffiti: l’insieme di queste ricerche mostra che la preistoria ha dato vita a forme di civiltà con fasi evolutive legate ai materiali usati: la pietra rozza per l’età paleolitica e quella levigata per la neolitica, l’età del rame e del fuoco, l’età del bronzo e poi del ferro.
I primi uomini erano pastori nomadi che si muovevano seguendo il corso di fiumi come il Nilo, il Tigri e l’Eufrate. Una delle maggiori aree di espansione umana fu la “Mezzaluna fertile”.
La scoperta dell’agricoltura indusse l’uomo a diventare stanziale e costruire abitazioni e villaggi; quest’uomo ormai diventato “sapiens” va oltre i graffiti quindi il linguaggio si evolve e la comunicazione si fa più complessa anche in parallelo all’evoluzione economica.
Nacquero le tavolette d’argilla dove i segni si astraevano dal parlato per farsi comprensibili da popoli di idiomi diversi, così dal 3300a.C. si sviluppò la pittografia.
In Mesopotamia giunsero i Sumeri, popolo assai attivo e innovatore che diede vita alle città-stato organizzate gerarchicamente e guidate da un re; qui la corsa al potere fece sviluppare sempre più la comunicazione e Uruk è la città simbolo perché qui nasce l’alfabeto.
Tutto ciò che l’uomo conosceva fino a quel momento era tramandato oralmente attraverso espressioni verbali e formule, ovviamente la comunicazione verbale non ha un valore negativo infatti anche in Grecia la poesia epica trionfa nelle piazze nei versi di Omero, anche se Platone la criticherà perché non induceva alla critica questa resiste alle biblioteche e ci dimostra ancora oggi che i nuovi mezzi espressivi si aggiungono ai precedenti ma non li eliminano.

Cultura e comunicazione manoscritta


Le tavolette pittografiche o ideografiche ben presto rivelarono i loro limiti. L’urgenza di documentare le più disparate transazioni portò ad una drastica semplificazione dei segni: segmenti e angoli al posto delle linee curve; tratti incisi, nasce la scrittura cuneiforme.
Tre sono le fasi della scrittura: scrittura relativa a immagini(pittogramma); scrittura riferita a concetti (ideogramma) e quella che fa corrispondere suono a segno (fonogramma).
Sia il contabile-sacerdote che l’autorità politica gestivano la proprietà terriera, si afferma così l’assolutismo regio di cui noi sappiamo solo grazie alla comunicazione manoscritta: merito degli scribi che annotavo le vicende. Questo tipo di comunicazione permise lo sviluppo della civiltà sumerica e l’unificazione del territorio sotto la guida di un unico re, impresa che riuscì a Sargon di Akkad, dopo di lui Gudca invece stringe rapporti culturali ed economici con i vicini, così alla lingua sumerica subentrò quella semitica degli Accadi e questa lingua sarà utilizzata nella comunicazione orale e scritta per due millenni lungo il dominio babilonese e assiro; è l’idioma del Codice di Hammurabi dove furono raccolte leggi valide per tutta la Mesopotamia.
Ciro, re dei Persiani conquistò definitivamente la Mesopotamia facendone tramontare la civiltà e Dario, suo successore completò l’opera realizzando un impero dalla Grecia all’Egitto alle rive dell’Indo; egli introdusse la moneta unica e un ordinamento amministrativo, la rete stradale.
La città di Ebla, scoperta italiana fatta alla fine degli anni ’60 dal prof. Paolo Matthiae, fu grandiosa perché circa ventimila tavolette testimoniarono l’esistenza di un’ottantina di regni e città legati fra loro da vincoli di lingua, storia, commerci e qualche guerra; l’assetto politico-amministrativo di Ebla era originale: 14 governatori provenienti fa famiglie nobili formavano il Senato e guidavano le aree in cui era diviso lo Stato, avevano cariche a vita ed eleggevano il sovrano con un mandato dalla durata di sette anni, una “monarchia a termine”, veniva eletto un capo del governo incaricato dell’amministrazione. Eccezionale era la figura della regina dotata di autonomia finanziaria con personale a lei addetto. Già allora la fonte delle ricchezze era il commercio internazionale. Questa civiltà era fornita anche di un esercito e di una rete spionistica; inoltre i testi nelle scuole permettevano al trasmissione dei saperi che andavano dalla matematica, alla botanica, alla biologia, zoologia e mineralogia, e possedevano un vocabolario per le traduzioni dalla lingua sumerica a quella sannita-eblaita.
Intorno al fiume Nilo nacque una civiltà durata oltre 3500 anni, gli Egiziani  unificati da Narmer, emblema della civiltà sono le piramidi. Due fenomeni ne caratterizzarono l’evoluzione: la crescita dell’influenza politica dei sacerdoti di Amon, l’espansione verso l’Est asiatico sotto la guida di Ramses II; indipendenza che termina con l’occupazione del persiano Cambise, ma solo gli Arabi nel VII secolo misero fine a quella cultura caratterizzata dall’originale e inconfondibile scrittura geroglifica combinazione di segni e immagini di grande eleganza pittorica; gli egiziani si servivano della carta di papiro; nella vita egiziana leggere e scrivere e quindi conoscere poneva in una condizione di privilegio.
Alla caduta dello Stato cretese-miceneo nel 1400 a.C. comparvero i Fenici che erano abitanti della costa orientale presidiata da città forti e autonome come Sidone e Tiro, di origine semitica. Avevano perfezionatole tecniche marinare tanto da viaggiare anche di notte e quindi puntavano principalmente sui commerci mediterranei, trasportavano prodotti orientali scambiati con materie prime; in Europa scienza,arte e scrittura orientali ed erano pacifici.

L’avvento dell’alfabeto moderno


Per rendere più veloci gli scambi i Fenici inventarono un alfabeto assai semplificato che costituisce ancora oggi il supporto alle principali lingue del mondo; l’introduzione di una scrittura lineare semplicissima, 22 segni di uso universale associati a formare parole, veniva chiamato “sillabario senza vocali” alle quali avrebbero provveduto poco dopo i Greci che introdussero anche l’uso di scrivere da sinistra a destra. Questo sistema era alla portata di tutti e facilitò l’apprendimento della scrittura, della lettura e della conoscenza allargando i confini della comunicazione personale e sociale.
Creta dette l’impulso alla civiltà micenea dove nacque l’antica scrittura , le polis e la Magna Grecia e l’alfabeto moderno con 25 lettere da cui deriveranno l’etrusco, il latino, il cirillico.
Si afferma una mentalità teoretica e con Socrate  Platone il metodo dialettico del ragionamento; valore la notizia, i Greci necessitavo di informazioni ampie e certe; famoso è il soldato che portò correndo da Maratona la notizia ad Atene della vittoria sui persiani.
Decisiva anche la saggezza della Roma repubblicana che con le Dodici Tavole mise a disposizione di tutti le leggi sulla convivenza.
Con l’affermarsi della scrittura i saperi si trasferiscono in carte e libri; oltre che a scrivere si impara a leggere, ma la lettura non è facile perchè mancano ancora grammatica, ortografia e punteggiatura. Nasce con la filosofia, la logica, l’etica e un abbozzo di scienza, ma nonostante tutto l’oralità tiene ad esempio nell’insegnamento, nei discorsi in piazza, inoltre nell’antichità erano pochi coloro che sapevano leggere e scrivere e cresceva l’alfabetizzazione professionale di copisti e scribi che lo facevano a pagamento per tutti gli altri.
I materiali adoperati per la scrittura erano vari: i Sumeri usavano le tavolette d’argilla, gli Egiziani il papiro; i Cinesi della seta, ma sarò la pergamena in Grecia a primeggiare per 
resistenza e durata, ma questa era difficile da reperire e costosa da produrre così alla fine del I secolo d.C. sotto la guida della dinastia Han orientali, la Cina riconquistò prestigio e il funzionario di corte, T’sai Lun nel 105 inventò la carta usando cortecce di gelso e bambù, setacci di seta e cotone, gli Arabi poi strapparono il Turkestan alla Cina e trovarono a Samarcanda una fiorente industria cartaria, ne perfezionarono il procedimento aggiungendo collante d’amido e soluzioni gommose; la carta arriva in Spagna nel XII secolo e poi in Sicilia con gli Arabi. I cartai italiani procurarono un valore aggiunto al prodotto battendo gli stracci con magli di pietra e aggiungendo gelatina animale per la collatura. A Fabriano si producevano fogli di cartai per i notai; nel 1923 fu introdotta la tecnica della filigrana.
In breve tempo l’arte del far carta dilagò in Europa e con la rivoluzione industriale si costruì una macchina capace di produrre un foglio continuo largo 60 cm, poi arriverà ala cellulosa.
La civiltà cinese anticipa anche alcune tecniche di stampa introducendo la xilografia.
Fu ad Atene nel V secolo a.C. che comparvero i primi libri manoscritti. 
Il primo editore fu Tito Pomponio Attico, amico di Cicerone e sempre a Roma le librerie diventano luoghi d’incontro per gli intellettuali. 

Diffusione della scrittura


Alcune comunità cristiane leggendo collegialmente i Vangeli contribuirono alla diffusione della lettura; nei monasteri si copiavano i libri, funzione assunta nel XII secolo dalle università.
Ancora in Grecia troviamo le prime biblioteche private e poi pubbliche; i Romani le portarono poi dalla Grecia come bottino di guerra, ma rimasero nelle case dei consoli; l’idea di biblioteca pubblica viene a Giulio Cesare e fu realizzata nel 39 a.C. da Pollione. Dalle invasioni barbariche i libri si salvarono rifugiandosi nei monasteri e seppur analfabeta Carlo Magno era sensibile alla Cultura e disponeva di una biblioteca privata a palazzo.
La biblioteca pubblica rinasce poi nel XIV secolo con la riscoperta dei classici, sorgerà a Firenze nel 1441 per opera di Cosimo il Vecchio de’Medici;poi Andrea Gritti realizza a Venezia una delle più prestigiose biblioteche del mondo,la Marciana di Piazzetta dei Leoni.
Anche gli illetterati venivano raggiunti dai messaggi tramite immagini dipinte o scolpite.
Mentre Ebraismo e Islam  trasmettono il senso del divino solo graficamente i cristiani usano le statue. Il rituale è stato un medium assai efficace nell’offerta di rappresentazioni memorabili, religiose e politiche, infatti è solo nell’XI secolo che papi e re cominciano ad usare abitualmente la scrittura per i propri documenti e ordinanze. Luoghi di comunicazione sociale, oltre le chiese e i palazzi del potere sono i teatri, le sedi giudiziarie e le piazze, ma anche le carceri e i patiboli costituiscono potenti vie per comunicare la necessità di obbedire alle regole.
In campo religioso messe solenni, adorazioni eucaristiche, cerimonie, fanno intuire la sostanza dei messaggi come anche gli eventi politici; anche la povertà aveva imparato a rappresentare scenograficamente la propria indigenza.
Tratto da STORIA DEL GIORNALISMO E DELLA COMUNICAZIONE di Anna Carla Russo
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