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Erik Satie e il Gruppo dei Sei


Intorno al 1918 l’ammirazione per Erik Satie, al quale guardavano come ad un caposcuola, e le formulazioni teoriche di Jean Cocteau costituirono il punto di riferimento comune di un gruppo di sei giovani compositori: D. Milhaud, A. Honegger, F. Poulenc, G. Auric, L. Durey e G. Tailleferre.
Si caratterizzavano per la polemica anti romantica, per il gusto per una radicale semplificazione del linguaggio, che accogliesse anche spunti del circo, del music – hall, del jazz; per l’ironia e il sarcasmo dissacratori; per la creazione di oggetti sonori dai lineamenti nettamente stagliati e semplici, fuori da ogni accademica aulicità; da aspirazioni al sublime o da suggestioni impressioniste. I musicisti avevano caratteri e personalità molto diverse e l’esperienza si concluse nel 1924. Dei sei meritano attenzione particolare Milhaud e Poulenc.
Darius Milhaud nasce ad Aix - en – Provence nel 1892, e muore a Ginevra nel 1974. Produsse circa 450 numeri d’opera, risultato di una libera a fantasiosa sintesi culturale nella quale convergono gli elementi più disparati. Francis Poulenc fu forse quello più fedele allo spirito del gruppo. Nato a Parigi nel 1899, e ivi morto nel 1963, fu pianista e si dedicò interamente alla composizione. Il suo linguaggio denota un gusto tipicamente francese per l’eleganza formale e melodica, aperta alle suggestioni di un sottile umorismo, qualche volta pervaso di contenuta malinconia, più spesso di scanzonata vitalità. Musicò Le mammelle di Tiresia, su testo di Apollinaire.


Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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