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La carriera musicale di Sostakovic


Dmitrij Sostakovic nasce a Pietroburgo nel 1906 e muore a Mosca nel 1975. I suoi primi lavori maturarono nel clima fervido delle avanguardie rivoluzionarie sovietiche, inclinando ecletticamente verso tutti gli influssi dell’epoca, da Hindemith a Berg, da Prokof’ev al Gruppo dei Sei, in un contesto originalissimo, fatto di ironia e grottesco, di gesti beffardi e aggressivi, di slanci provocatori, tutti calati in un contesto di forte esigenza comunicativa.
Gli aspetti più estrosi e virulenti del compositore li troviamo nella sua opera teatrale Il naso (Leningrado, 1930) presa da Gogol’. Una svolta nella sua produzione arriva convenzionalmente nel 1936, in seguito agli attacchi del leader sovietico A. Zdanov, che in nome dei principi del realismo socialista, stigmatizzava l’opera di Sostakovic. Il compositore disse che avrebbe risposto con la sua Quinta sinfonia, nel 1937.
In realtà non si può evincere un radicale mutamento della sua poetica musicale, sempre altalenante, più o meno cripticamente, sui toni delle gelide tensioni e del pessimismo cupo e doloroso, congeniti al carattere del musicista. È Sostakovic la migliore personificazione della condizione dell’artista russo, sempre ricca di paradossi, di perplessità, di contraddizioni, preso com’è dalla morsa delle opposte istanze della libera estrinsecazione del proprio genio e degli imperativi estetici di regime. La carriera di Sostakovic può essere divisa in tre fasi:

- Dalla Prima alla Quarta Sinfonia. Impiego di un linguaggio animato da intemperanze moderniste, con temi acuminati, citazioni distorte, dissonanze provocatoriamente ostentate, orchestrazione incandescente, frenesia ritmica.
- La Quinta Sinfonia, la svolta che Sostakovic imprime alle sue composizioni dopo i duri attacchi della Pravda. Ripudia il modernismo perché contro i principi del realismo socialista e riconduce lo schema sinfonico alle categorie formali ed espressive del sinfonismo classico – romantico. Ma ciò non si traduce in una accettazione supina e rassegnata di principi imposti: il componimento è fortemente pervaso da una innovativa carica passionale che piega forme e categorie tradizionali ai propri fini espressivi. Famosa la Settima Sinfonia che nel primo movimento rappresenta, in un impressionante crescendo, l’invasione nazista.
-L’ultimo ventennio creativo. In seguito alla maggiore tolleranza del regime nei confronti del modernismo, Sostakovic avvia una terza svolta, con sinfonie ripulite da perorazioni retoriche e con una cauta utilizzazione tematica della serie dodecafonica in ambito cameristico (Dodicesimo e Tredicesimo Quartetto, Sonata per violino e pianoforte)

Tratto da STORIA DELLA MUSICA di Gherardo Fabretti
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