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Gentile e il rinnovamento storiografico

Gentile e il rinnovamento storiografico


Sappiamo che la pedagogia non trova grande spazio nella cultura accademica della nuova Italia, e per trovarne testimonianza è bastevole riflettere sulle dure critiche che Siciliani fece nel 1881, lamentando il fatto che essa si insegnasse poco e male, con un ministero incapace di dare slancio ad un insegnamento che deve essere fondamentale per tutti coloro che vogliono insegnare. La storia della pedagogia poi, continua, è in condizioni ancora peggiori. I pochi testi di storia della pedagogia sono talvolta illustrazioni delle teorizzazioni di quei filosofi che si erano occupati del problema educativo, altre volte spiegazioni lineari delle istituzioni scolastiche, altre ancora storie fatte rientrare all'interno di una più vasta disamina dell'evoluzione sociale. Il punto fondamentale è che la storiografia pedagogia italiana di fine Ottocento è debole; il rigore del metodo storiografico di matrice positivistica permea fortemente le discipline umanistiche ma nell'ambito pedagogico non trova storici che siano effettivamente all'altezza dei colleghi di altre disciplina, né vi è una cattedra di storia della pedagogia.
Arriva così Gentile, che padroneggia pienamente la metodologia della cosiddetta scuola storica che conserva, con pieno rispetto filologico dei testi, per tutta la vita. Gentile non rinnega mai l'acribia dell'impostazione storiografica positivista, che considera una sorta di acquisto perenne. Ne vede però i limiti e le insufficienze nella ristrettezza della prospettiva, nel timore che si riduca ad una erudizione fine a sé stessa. Al contrario, Gentile vuole una storiografia che fruttifichi nel presente, che sia destinata ad incidere sulla realtà, in quella realtà che occorre costruire. In questo senso la storia della filosofia deve essere filosofia, nel senso che deve essere rilettura capace di provocare, proprio perché correttamente informata, stimoli e avventure d'idee.
Nel 1912 Gentile scrive ne La filosofia che s'insegna che l'insegnamento filosofico è qualcosa che in realtà non ci appartiene, un mero tecnicismo intellettualistico, esortando invece a riacquistare il senso della filosofia come impegno. Con questo Gentile porta una rivoluzione molto forte. Una volta connessa la disciplina alla storia della disciplina, e attribuita a tale storia il senso stesso di conoscenza scientifica, il passaggio ulteriore, decisivo, è quello di intendere la conoscenza storica non come mera conoscenza di altro ma come ideale di vita. Gentile arriva così a due risultati, che costituiscono il modello della storiografia idealistica italiana.
- La vera conoscenza scientifica è quella storica, nel senso che è impossibile risolvere una questione se non se ne ricostruisce la storia. Ogni individuo e ogni concezione scaturisce da un processo senza la conoscenza del quale l'oggetto diventa inintelligibile. Perciò il filosofo recupera la serietà metodologica dell'indagine già prospettata dalla cultura positivista.
- La conoscenza non deve essere fine a sé stessa, altrimenti si ridurrebbe a mera erudizione. Il discorso storiografico deve essere non astratto ma civilmente impegnato.


Tratto da STORIA DELLA PEDAGOGIA di Gherardo Fabretti
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