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Sorveglianza. Uomo di vetro e passaggio totale di informazioni


Un mondo di sospetti
La sorveglianza genera nuovi assetti del potere: i sorvegliati non vedono e non controllano il sorvegliante, determinando così una condizione di permanente assoggettamento del singolo, e della generalità dei cittadini, a poteri esterni. L’unica mossa possibile per contrastare questa situazione sarebbe quella di sostituire alla sorveglianza a una via un potere generalizzato di controllo, reso possibile dalle nuove tecnologie elettroniche e che includa anche quello dei sorvegliati sui sorveglianti.
L’uomo di vetro è una metafora nazista, e legittima la pretesa dello Stato di chiedere e ottenere qualsiasi informazione, implicando la classificazione come sospetto e cattivo si chiunque intenda mantenere spazi d’intimità. Il passaggio dalla sorveglianza mirata a quella generalizzata rende sempre più difficile tracciare un confine tra pubblico e privato; la conservazione dei dati è assicurata da soggetti privati, ma soprattutto per finalità di polizia e giustizia. Le imprese attingono largamente a banche dati pubbliche per le loro politiche commerciali, mentre in alcuni paesi società private acquistano grandi raccolte di informazioni per metterle a disposizione di autorità pubbliche (che non potrebbero costruire direttamente).

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