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Mix degli strumenti di comunicazione


* comunicazione indiretta -> pubblicità (target esteso, consente personalizzazione del messaggio; pianificazione e tempistica precise; MA è costosa ed è caratterizzata da fruizione passiva e poco interattiva)
* comunicazione diretta “below the line” (perché strumenti indirizzati e veicolati direttamente ai pubblici di riferimento)
* brochuristica (messaggi precisi, trattazione estesa, MA necessità di aggiornamenti, no feedback)
* newsletter e house-organ (periodica, contatto continuo con target, feedback, duttile, MA occorre continuità; forte pressione competitiva di strutture analoghe)
* prodotti off (cd rom, dvd) e on line (internet, direct mail..) (interattività, feedback, coerenza,…MA scarsa diffusione PC nelle famiglie. +cresce l'on-line, +perde efficacia l'off-line; on line deve avere coerenza con documenti cartacei, costo non eccessivo)
* fiere e mostre (contatto diretto con la domanda, MA dispersione, affollamento)
* convegnistica (possibilità di approfondimenti, sensibilizzazione dell’opinione pubblica; MA complessità di gestione e necessità di integrazione con altre forme di comunicazione)
* merchandising (=promozione diretta sul punto vendita)
* sponsorizzazioni (luogo d’incontro tra pubblico e privato)
* rapporti con i media (ruolo primario nel communication mix; elevato valore comunicativo; MA problema della notiziabilità)

La pubblicità, sia sui media cartacei, sia in modalità broadcast (radiotelevisiva), sia esterna (affissioni, mobile …) oppure ondine, è lo strumento più adatto ad affrontare mercati di massa. 
Essa consente di personalizzare i messaggi, pinificazione e tempistica molto precisa; resta però il fatto che essa procede dall’alto verso il basso, perciò è caratterizzata da fruizione passiva, non c’è interattività.
La pubblicità resta cmq lo strumento principale, ma va integrato con altri strumenti di comunicazione più diretti.
In sintesi, la comunicazione è un processo e non un prodotto, cioè fa uso di molti strumenti che devono essere integrati attraverso un attento Piano di comunicazione.
Il Piano di Comunicazione deve avere strategie, obiettivi, messaggi, strumenti, risorse ampiamente condivisi soprattutto dall’alta dirigenza. Le modalità operative potranno poi essere delegate agli specialisti interni o esterni, ma il Piano dovrà essere discusso e approvato dal management. Solo così l’obiettivo di integrazione dei processi 


Tratto da TEORIA E TECNICHE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA di Priscilla Cavalieri
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