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Atteggiamento e mobilità della colonna


La mobilità della colonna vertebrale è data da una molteplicità di fatti, ma escludendo quelli muscolari e legamentosi, ruolo di fondamentale importanza lo svolgono i dischi intervertebrali, che ad esempio nel movimento di flessione o di estensione si portano in avanti o all’indietro, garantendo un’ottima distribuzione del carico, un’ottima motilità e anche ammortizzando i carichi che su di essa si vanno ad esercitare.

Visionando la colonna vertebrale dal piano sagittale, è possibile apprezzare nel neonato una maggiore curvatura in cifosi, mentre in età adulta di formano 4 curve fisiologiche, 2 lordosi e 2 cifosi che ogni qual volta che si alterano possono dare origine ai seguenti quadri patologici.

Piano sagittale, è possibile riscontrare, iperlordosi, ipercifosi, sacro arcuato e atteggiamenti rigidi abnormi come dorso piatto e riduzione della lordosi.

Piano frontale, è possibile apprezzare scoliosi nelle sue più varie forme, quali:
• La scoliosi attitudinale, si parla più che altro di un atteggiamento scoliotico reversibile, causato dall’assunzione di cattive posture;
• La scoliosi antalgica, è un rifletto antalgico dove la colonna si flette sul lato sano per evitare di avvertire dolore;
• La scoliosi vera o idiopatica, viene definita tale quale si una inclinazione laterale permanente del rachide dato da una rotazione dei corpi vertebrali dal lato della convessità e dei processi spinosi dal lato della concavità.

Spostamenti in senso antero-posteriore;
• Spondilolistesi, è uno scivolamento di una vertebra in senso anteriore che porta il restante del rachide verso dietro e generalmente è conseguenza di una spondilolisi, ovvero una interruzione ossea dell’arco vertebrale. Ciò s tende maggiormente a verificare nelle vertebre lombari, maggiormente in L5;
• Pseudospondilolistesi, molto simile alla precedente ma in questo caso la lesione interessa direttamente la parte posteriore della vertebra per lassità legamentosa delle articolazioni intervertebrali e del compartimento anteriore per discopatia. La vertebra disancorata scivola e si porta dietro il restante della colonna.

Spostamento all’indietro (retropulsione) e lussazione della colonna vertebrale, sono gravi complicanze di traumi o di malattie come l’artrite reumatoide e sono sempre segno di rottura dei legamenti e di lesione discale.

Dovuto dal fatto che il rachide lombare e cervicale sono quelli più mobili, è proprio in tali zone che si riscontrano la maggior parte delle complicante, e una ridotta mobilità del rachide potrebbe essere dovuto a:
1. Presenza di ponti ossei tra le vertebre;
2. Accorciamento della muscolatura della colonna vertebrale;
3. Fusione di due vertebre contigue in seguito a distruzione del disco;
4. Irritazione delle radici nervose con conseguente contrattura antalgica in seguito a malformazioni congenite.

La zona che viene maggiormente interessata per degenerazione dei dischi intervertebrali è quella lombare dove in alcuni casi per via dell’appiattimento del disco, compreso tra L5 e S1 si verificano casi di lombalgia e lombo-sciatalgia, perché il carico incongruo, si riversa sulle vertebre sovrastanti all’ultima lombare (L5).

Tratto da TEORIA TECNICA DIDATTICA ATTIVITÀ MOTORIA di Vincenzo Sorgente
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