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Atti linguistici

Atti linguistici


La nozione di "atto linguistico" è introdotta dal filosofo inglese Austin

3 aspetti dell'atto linguistico
1) Locutorio -> atto di dire qualcosa
2) Illocutorio -> ciò che si fa nel dire qualcosa (es. intonazione)
3) Perlocutorio -> ciò che si fa con il dire qualcosa

Può realizzarsi in due modalità:
-Diretta = c’è congruenza tra il significato delle parole e lo scopo per cui sono prodotte.
-Indiretta = non c'è corrispondenza immediata tra le parole dette e la meta intenzionale

Conflitti nella comunicazione = disfunzioni nella comunicazione perchè le persone non concordano sul modo di attivare gli assiomi della comunicazione, cioè gli schemi interpretativi degli eventi comunicativi quotidiani:
1) Non si può non comunicare
2) Ogni evento comunicativo è bifacciale, in quanto veicola contenuti e registra relazioni. Fornisce delle notizie e ne stabilisce il valore per le persone, dà informazioni e chiavi per interpretarle.
3) L'evento comunicativo in cui sono coinvolte due persone può essere suddiviso in fasi
4) Le persone possono comunicare mediante sistemi di segng analogici o digitali. quindi con potenzialità diverse.
5) Ogni evento comunicativo posiziona i partecipanti nella dimensione del potere interpersonale, che ha i suoi estremi nell'aspirazione all'uguaglianza fra diritti e doveri (relazione simmetrica) e nel riconoscimento della disparità (relazione complementare).
6) Ogni evento di comunicazione interpersonale ha carattere sistemico, per gli effetti di certe posizioni retroagiscono sulle loro cause in una relazione circolare.

Interpretazione e ascolto della parola = la mente mette insieme sia le informazioni provenienti dall'esterno ("bottom-up"), sia elaborazioni proprie del sistema percettivo-cognitivo ("topdown").

Anche la comprensione del discorso è guidata dal principio di cooperazione, che impegna le persone a collaborare per rendere sensato ciò che dicono.

Composizione di atti linguistici = narrazione e argomentazione

Ritmo dell'eloquio
= influenzato da vari fattori tra cui il sovraccarico cognitivo verbale che porta ad esitazioni.
Tipi di pause:
- "pause vuote": interruzioni percepibili come silenzio
- "pause piene": brevi interruzioni coperte con vocalizzazioni od altro
- "pause di giuntura": attimi di silenzio che si verificano quando il parlante deve articolare insieme i sintagmi di una frase

Tratto da PSICOLOGIA GENERALE di Giulia Coltelli
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