Skip to content

Il goal setting di Locke



Fa riferimento alle modalità con cui si definiscono gli obiettivi di ciascuna persona. Nelle organizzazioni succede spesso che il manager chiami il proprio collaboratore e gli assegni degli obiettivi inseriti in un arco temporale.
Il goal setting afferma che non basta comunicare gli obiettivi. Per essere dei veri e propri obiettivi concreti e per aumentare performance e motivazione devono essere:
Precisi: non posso dire (devi migliorare!) senza specificare il contesto di riferimento;
Sfidanti: devono in qualche modo stimolare la persona e non devono essere troppo facili da raggiungere. Gli obiettivi devono essere a portata della persona ma non devono essere troppo facili ma nemmeno troppo difficili;
Orientati al risultato: non devono guardare il comportamento della persona ma devono concentrarsi solamente sul risultato finale;
Partecipati: non calare gli obiettivi dall’alto ma costruirli insieme al dipendente. Per lo meno raccogliere il suo parere a riguardo dell’obiettivo che abbiamo in mente;
Feed Back: prevedere momenti di feed back che siano ripetuti nell’anno. Ogni 2 o 3 mesi prevedere almeno 3 4 momenti di feed back, momenti in cui dico al mio collaboratore come sta andando, se deve migliorare, a cosa deve stare attento… in questo modo il dipendente può correggere la sua prestazione arrivando a risultati ottimi. Non posso non farmi sentire per un anno.
Locke dice che se non si soddisfano questi aspetti, gli obiettivi non raggiungono il loro massimo risultato.

Tratto da ORGANIZZAZIONE AZIENDALE di Kevin Carne
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.