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Il concetto come funzione nella filosofia del linguaggio


La svolta logica del ‘900 è la sintesi delle tradizioni stoica e aristotelica. La chiave è l’invenzione dei quantificatori, una notazione matematica per la generalità (tutti, qualche, ecc.). Una funzione matematica y=(f)x è tipicamente una corrispondenza (f) tra due insiemi di numeri, gli argomenti (x) e i valori (y). Se ad esempio f sta per +1, per ogni numero x avremo come valore il successivo di x.

Frege generalizza il concetto di funzione, accettando oggetti qualsiasi e non solo numeri. Possiamo scrivere uomo (x) come modo di rappresentare il concetto Uomo o come abbreviazione di x è un uomo. Ogni volta che sostituiamo la x con un nome di uomo, l’espressione assume come valore il vero. Il concetto, per Frege, è dunque una funzione che ha per valori valori di verità.

Frege abbandona la centralità dell’analisi fatta in termini di soggetto/predicato della logica aristotelica, al suo posto introduce la distinzione tra argomento e funzione, tra oggetto e concetto. Un termine singolare (nome proprio) denota un oggetto; un termine concettuale (predicato) un concetto.

Tratto da INTRODUZIONE ALLA FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO di Domenico Valenza
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