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Assolutismo e crisi del diritto medievale: il caso della Francia


L’esempio tipico della crisi e del mutamento è dato dalla Francia che, fin dal XVI secolo è il primo Stato in cui emergono: la tendenza a limitare le autonomie e i poteri dei nobili; la tendenza a costruire uno Stato centralizzato con un corpo di leggi unico per tutto il territorio nazionale; la critica verso la scienza giuridica medievale formulata dalla scuola degli umanisti, e l’idea che il diritto romano comune non può essere considerato eterno, ma appartiene ad una fase e ad un ambiente determinati della civiltà giuridica che sono ormai finiti (ci si può servire, se del caso, del diritto romano per estrarne la filosofia e lo spirito); l’esaltazione del diritto come fenomeno nazionale più aderente alle caratteristiche dei popoli e dei luoghi.
A tutto ciò si aggiunge, da un lato, l’affermazione di un ceto potente di giuristi pratici, soprattutto intorno al Parlamento di Parigi, che appare estremamente sensibile ai richiami di un diritto nazionale; dall’altro, la fioritura di una nuova grande scuola di pensiero: la scuola del diritto naturale.

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