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Trotto

Si tratta di competizioni che si fanno con i cosiddetti cavalli trottatori o trotter (standardbred per gli Americani), che hanno la caratteristica di essere ormai in grado di trottare naturalmente in velocità. Le correnti di sangue che hanno dato origine al trottatore moderno sono 3: quella americana, forte di soggetti di taglia ridotta, velocissimi e nevrili; quella normanna, costituita da atleti fisicamente molto robusti, di ampio modello, di velocità meno elevata ma di maggior resistenza, nonché quella Orlov, la razza russa, caratterizzata da cavalli tenaci e di ottima indole, facili alla guida e dal predominante mantello grigio. L’influenza di questa o di quella razza varia da paese a paese: in Italia si è ormai costituita una razza autoctona forte di giusto equilibrio fra sangue americano e normanno.  
Le corse per trottatori si svolgono in piste di sabbia caratterizzate da due dritte e due curve su distanze di 1600m o miglio e di 2000m. le prime sono chiamate corse sulla distanza breve, le seconde corse sulla media distanza. I cavalli trottatori corrono il senso antiorario. Le partenze delle corse al trotto avvengono in due modi: o con i cavalli allineati dietro l’autostart o con partenze fra i nastri. Le partenze dietro la macchina partono i partecipanti ad avviarsi tutti alla medesima distanza. In questo caso i concorrenti si dispongono nella scia della macchina e prendono la partenza lanciata. A contatta della macchina partono sei cavalli nelle piste da 800m, sette o otto nelle piste da un 1km. Qualora il numero dei cavalli sia superiore, quelli con numeri di partenza più alti (iniziando cioè rispettivamente da 7 in pista piccola e dall’8 o il 9 in pista grande) si avviano u di una seconda linea alle spalle della prima e seguendo l’ordine crescente dei numeri dall’interno verso l’esterno. Le partenza fra i nastri fanno percorrere diverse distanze ai partecipanti e sono gare ad Handicap, dove i cavalli teoricamente più forti danno un vantaggio in metri agli altri per equilibrare le forze in campo. La partenza fra i nastri avviene con i concorrenti che assumono lo schieramento secondo i numeri venendo in senso contrario a quello di corsa, poi al segnale effettuano una giravolta e si avviano nel senso normale di corsa. Sulla stessa linea possono partire fino a 4-5 cavalli, a seconda della larghezza della pista. Per segnalare le diverse distanze vengono tesi attraverso la pista degli elastici che vengono rilasciati al momento della partenza, o in alternativa, si ricorre all’uso di nastri elettronici.
Nella maggior parte dei casi le gare che si svolgono prevedono la registrazione del soggetto mediante un sistema univoco di identificazione, ad ogni partenza vengono messi in azione i cronometri ufficiali che costatano il tempo impiegato dai concorrenti a percorrere la distanza di gara. In base al tempo ottenuto si effettua il ragguaglio al chilometro, misura questa utilizzata per indicare il record del cavallo.
Per l’attacco, ossia per rendere solidale il cavallo al sediolo o Sulky su cui si disporrà il guidatore si fa uso di: sottopancia, sottocoda, sellini e pettorali. Per la guida vera e propria si utilizza una briglia (con o senza paraocchi) dotata di: imboccatura (leggera sbarretta metallica che viene posta in bocca al cavallo alla quale vengono unite mediante appositi anelli finali), redini (con le quali il guidatore impartisce i comandi percepiti attraverso l’imboccatura), freno (listarella di cuoio che parte dalla testa e raggiunge il garrese, è composto da un sottile filetto messo in bocca al cavallo attaccato a due cinghie che ha lo scopo di far tenere alta la testa all’animale per consentirgli un maggiore equilibrio nell’azione)

Tratto da GENETICA E ALLEVAMENTO DEGLI EQUINI di Denis Squizzato
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