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La dimensione soggettiva dell’esperienza


Alla base delle decisioni degli individui si trova la dimensione soggettiva dell’esperienza.
Le neuroscienze indagano sui meccanismi neurali che sono alla base della nostra esperienza soggettiva: gli individui effettuano scelte sulla base del valore oggettivo e razionale, ma anche sulla base di sensazioni soggettive che tali offerte suscitano.
È solo di recente che le neuroscienze hanno imboccato questo filone di studi, grazie anche alle nuove tecniche di brain imaging e delle metodologie di registrazione diretta dell’attività neurale in soggetti umani e animali coscienti (prima si studiavano soggetti anestetizzati o deceduti).
Oggi i consumatori sono sempre più interessati all’aspetto soggettivo dei beni, al punto che la loro consistenza materiale è quasi irrilevante e le neuroscienze si sono poste l’obiettivo di capire questo nuovo universo.
Ad oggi ci sono due diversi approcci all’esperienza soggettiva: secondo il primo la coscienza è frutto dell’interazione tra mondo esterno e soggetto grazie a percezione, apprendimento, cultura, relazioni intersoggettive, comunicazione.
Le neuroscienze invece, reputano che l’esperienza soggettiva sia solo una proprietà dei neuroni.
Strettamente collegate con l’esperienza soggettiva sono le emozioni, sono “stati” prodotti da un “segnale di rinforzo”, generati da particolari stimoli che un essere vivente dev’essere in grado di riconoscere per poter sopravvivere. (es. presenza serpente velenoso, attiva segnale di rinforzo).
Si è recentemente capito che, se l’esperienza soggettiva è strettamente legata alle aree corticali, le emozioni dipendono da strutture nervose antiche e specializzate come l’amigdala e il talamo.

Tratto da MANUALE DI PSICOLOGIA DEI CONSUMI di Priscilla Cavalieri
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