Skip to content

Definizione di professione in Durkheim e Tawney

Definizione di professione lavorativa in Durkheim e Tawney


Durkheim, francese, è il primo che avvia un'analisi sulle professioni. Pensa ad esse come associazioni corporative.
Attribuisce alle professioni la responsabilità di colmare il vuoto morale.
La società del tempo è anomica, c'è assenza di regole, caos. La professione è fonte di moralità.
In grado di ricostruire un legame comunitario. Per autodisciplina.

Antidoto all'eccessiva rilassatezza della morale pubblica, generata dal capitalismo, dalla divisione del lavoro.
Le professioni favoriscono l'integrazione degli individui perché riproducono all'esterno le loro dinamiche interne (valori, disciplina). Più il gruppo è coeso e più è possibile estendere i valori etici e morali.
È in contrasto con Weber.
Durhkein viene criticato perché non considera le professioni in modo diverso dalle occupazioni.

Tawney, inglese, ha un approccio tassonomico (classificatorio).
Cinque categorie di caratteri distintivi: conoscenza, pratica, apprendimento, comunità, servizio.

Fiducia nei gruppi per la chiarezza organizzativa e l'autorevolezza in virtù dei requisiti indicati.
Ma parte con una critica, perché anche all'interno dei gruppi ci sono deviazioni conflitti.
Ad esempio lo svolgimento di funzioni che aspettano a qualcun altro (fissare gli orari, condizione di ammissione alla professione, controllo degli standard).
Le sue teorie non sono supportate da indagini empiriche.

Tratto da STORIA DELLE AZIENDE PUBBLICHE E SANITARIE di Barbara Pavoni
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.