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Teoria dei giochi e funzioni cerebrali

Secondo Von Neumann e Morgenstern (1944) la scelta di una possibile strategia è influenzata sia dalle azioni di chi la compie, sia da quelle di chi è in competizione per lo stesso obiettivo.
Secondo Nash (1950) in un contesto di competitività tra individui, le scelte sono gestite in modo tale da avere un equilibrio di gruppo cioè che ognuno possa prospettarsi un esito equivalente a quello degli altri.
Smith (2002)utilizzando PET ha analizzato il comportamento in situazioni di rischio e in situazioni ambigue: esisterebbe un fattore di interazione comportamentale tra la struttura del valore atteso (rischio o ambiguità) e l'aspettativa di riuscita (perdita o vincita).
L'esperimento di Glimcher nel 2003 sull'Inspection Game (dove un impiegato deve scegliere se andare o no al lavoro sapendo che il datore di lavoro ispezionerà l’ufficio solo ogni tanto), ha evidenziato come le scelte operate nel gioco di volta in volta dipendano strettamente dalla volontà dell'individuo: il comportamento è volontariamente casuale in modo da essere sempre imprevedibile. L’equilibrio di Nash si raggiunge quando per il datore è indifferente ispezionare l’ufficio o meno in quanto il comportamento dell’impiegato garantisce un guadagno soddisfacent.
Ciò si collega all'equilibrio di Nash per cui il livello di equilibrio è definito dagli obiettivi di un interazione e si raggiunge quando la scelta di X in base al comportamento di Y diventa indifferente rispetto al conseguente comportamento.
A questo livello non c’è ragione  per scegliere un determinato percorso, quindi la scelta dipende solo da una preferenza soggettiva.
di Priscilla Cavalieri
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