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La nascita degli studi sulla persuasione

Questi studi nacquero prima dell'avvento dei mass media dalle ricerche e dai sondaggi politici durante le campagne elettorali statunitensi, e crearono non poco timore. La possibilità di influenzare le decisioni al di là di una scelta razionale è alla base delle preoccupazioni relative al rapporto tra tecniche persuasive e decisioni.
Il momento clou di questa preoccupazione è dettato dall'uscita del testo di Packard nel 1957 dedicato ai persuasori occulti e ai processi di influenza subliminale. Packard conia il termine "hidden persuasion", la traduzione italiana "persuasione occulta" enfatizza l'aggettivo evocando una dimensione mistica ed oscura. Il pubblicitario invece è il "persuasore occulto" cioè l'agente principale della persuasione.
Sempre tra il 1957 e il 1958 altri due fenomeni contribuirono ad alimentare questa preoccupazione:
* gli esperimenti sui messaggi subliminali di Vicary
* l'uscita del libro "Brave New World Revisited" di Huxley
entrambi i fenomeni utilizzano la tecnologia come strumento di persuasione.
Parallelamente si sviluppano studi sulla psicologia sperimentale per accertare gli effetti della tecnologia, basati sui "messaggi subliminali" cioè di una percezione che avviene sotto la soglia della sensibilità. Alcuni autori pensano che i messaggi subliminali siano rivolti più alla sfera sessuale.
Ma queste tecniche sono davvero efficaci? Le legislazioni internazionali e nazionali si sono mosse per una proibizione delle tecniche subliminali nella comunicazione pubblicitaria attribuendo di fatto qualche effetto.
Recenti studi dimostrano per scarsissima rilevanza degli effetti e incoerenze scientifiche anche se l'ansia è sempre costante.
di Priscilla Cavalieri
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